ATGET, Eugene

ATGET, Eugene

Eugene Atget studiò recitazione, ed era il componente di un gruppo teatrale di Parigi, che fu però costretto ad abbandonare nel 1887 a causa delle sue ricorrenti infezioni alla gola. Negli anni seguenti , diventò un fotografo, ma anche se viveva grazie a questo lavoro, non si autodefinì mai con un professionista del campo. Preferiva infatti proclamarsi come, un’ “ autore di produzioni”. Produsse un lavoro sull’ architettura e la gente di Parigi, e molte delle sue fotografie furono fatte in aree che stavano per essere demolite.

Durante il suo trentesimo anno, lavorò per sviluppare un sistema di archiviazione dei suoi negativi e delle sue stampe, e il suo lascito fu di diverse migliaia di immagini.

Le sue fotografie “di strada”, non erano molto diverse da quelle di un suo contemporaneo, Paul Martin, ma Atget rivelò nelle sue opere una straordinaria capacità nel “vedere” la fotografia. Dal momento che pochi mortali sono in grado di fare delle foto simili, pur usando paesaggi così conosciuti, è d’ obbligo mettere in risalto la particolarità di Atget, capendo cosa può essere in questo caso inteso come situazione banale. Fotografava lo stesso soggetto da differenti punti di vista e in differenti momenti, dimostrando come due stesse fotografie di un solo soggetto, potessero avere diversi significati e suscitare differenti emozioni.

Eugene Atget, era un personaggio piuttosto sconosciuto se paragonato ai numerosi miti che emergevano in quel periodo: veniva rappresentato come un “barbone”, un personaggio che vagabondava con la sua macchina fotografica, o come un fotografo “naive”. Era senza dubbio un fotografo sottovalutato, sconosciuto durante la sua vita, e morto in totale oscurità, ma riconosciuto ora come uno tra i più straordinari artisti.

Anche se non viene classificato come un surrealista, ha sicuramente influenzato questo movimento.

(12 Febbraio 1857 / 4 Agosto 1927 )

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