Fotografare i funghi

Fotografare i funghi

Fotografare i funghi

Tutto è iniziato nella fattoria di mia nonna, dove nei freschi giorni autunnali una delle cose che ci piaceva fare era quella di andare a cogliere i funghi. Cercavamo in luoghi umidi e scuri, e rimanevamo meravigliati dai diversi colori, dalle dimensioni e le forme che apparivano di fronte ai nostri occhi – erano così bizzarri che sembrano provenire da un altro mondo.

La nonna ci insegnava quali erano commestibili e quali velenosi, e tornavamo nella sua cucina con un cestino pieno di funghi, che avremmo poi pulito, tritato e messo in una pentola. Ora che sono grande conservo ancora il mio amore per la “caccia” ai funghi, anche se non è rivolta a trasformarli in cibo, ma per avere dei soggetti speciali per le mie fotografie.

Il piccolo fungo che quasi sembra una creatura aliena, che venivano un tempo raccolti e tritati, sono adesso ricercati anche per divenire dei soggetti fotografici. La varietà di forme, colori e dimensioni regala ai fotografi delle sorprendenti possibilità.

 Fotografare i funghi

Come fotografare i funghi?

Dipende tutto dalla stagione – la fotografia dei funghi non è un hobby che si può coltivare durante tutto l’anno, poiché essi crescono solo durante alcuni periodi. Ciò varia anche da luogo a luogo, e in base alle varietà delle specie, ma è logico avere maggiori possibilità durante l’inverno e l’autunno quando il clima è più freddo e soprattutto c’è molta umidità.

Dove trovarli?

Nella fattoria di mia nonna, abbiamo imparato dove trovare i funghi nascosti, e capito che di solito il loro posto è quello dove non ci sono fiori (che amano il calore, la luce e si trovano generalmente in spazi aperti). I funghi amano il buio, l’umidità, e appaiono solitamente in posti dove nessuno di noi ama stare (nella fattoria erano solitamente vicino alla stalla). Tenete gli occhi aperti , guardate tra gli alberi, sotto le foglie e nel sottobosco.

Preparate il vostro fungo prima di scattare la foto

I funghi crescono dalla terra e il risultato è che sono spesso coperti da essa, prosperano infatti nello “sporco” del sottobosco e nella vegetazione bassa. Anche se potreste amare questa impressione naturale, a volte può essere utile pulirli un pochino prima di scattare la fotografia che desiderate. Levate il terriccio e la vegetazione intorno e rimuovete ogni elemento di distrazione visiva che si trova intorno al vostro particolare soggetto, sia nel primo piano che nello sfondo. Ricordate il rispetto per la natura e mantenete il tutto il più intatto possibile, senza aver paura di preparare un pochino il vostro scatto. Ricodate inoltre che, se non conoscete alla perfezione i funghi, quello che state per fotografare potrebbe essere velenoso o addirittura micidiale. Quindi non toccatelo mai con le mani, ne con oggetti che poi potreste portare alla bocca o che potrebbero toccare persone che sono con voi. Pulite i terreno attorno usando rametti e bastoncini trovati attorno e poi gettateli lontano con cura.

Abbassatevi a terra

Probabilmente il miglior modo per entrare nel modo dei funghi, anche quelli velenosi, e catturare una fantastica immagine, è quella di abbassarsi e scattare sul livello più basso del terreno, scendendo alla loro stessa altezza. Ciò vi aiuterà a vedere la tessitura, la forma e il colore, e non soltanto la parte superiore del fungo. Darà anche altezza al fungo e renderà lo scatto migliore e tridimensionale. E’ vero che ciò vale a dire che impiegherete gran parte del vostro tempo sporcandovi con il vostro corpo sdraiato in terra. Nessuno ha mai detto che fare questo tipo di foto sarebbe stato semplice!

 Fotografare i funghi

Avvicinatevi al soggetto

Per ottenere un impatto reale, avvicinatevi al soggetto il più possibile e provate a stringere lo scatto. Ciò potrebbe significare il dover utilizzare una modalità macro o, se avete una reflex, un obiettivo macro. Uso solitamente un Canon EF 100mm f/2.8 Macro – obiettivo USM, che da degli ottimi risultati con questo tipo di fotografie.

Illuminazione

Una delle sfide che dovrete affrontare con delle riprese fatte dal basso è quello di avere una minore illuminazione; il lato inferiore del “cappello” del fungo (ossia la calotta semisferica, che spesso è la parte più interessante da catturare) sarà spesso nascosta nell’oscurità rispetto alla parte superiore. Illuminare la parte centrale del fungo può essere un processo delicato. Qui ci sono alcune tecniche che potete provare:

Riflettore

un pannello riflettente, di tipo commerciale o costruito con cartoncino e stagnola, può funzionare ottimamente per riflettere verso l’alto la luce naturale che filtra tra gli alberi.

Flash di riempimento (fill in)

è il primo metodo che potete provare, che ad oggi potete ottenere con quasi qualsiasi tipo di fotocamera digitale. Potete utilizzare un piccolo flash, interno o esterno, per ottenere un effetto di “fill flash”. Se è possibile controllate il livello di luminosità dal flash. Vi consigliamo di sperimentare prima a casa questa operazione, poiché data la ridotta distanza, soprattutto con i flash incorporati rischierete di ottenere un’illuminazione esagerata.

Il problema delle unità di flash incorporate nelle fotocamere è infatti quello che solitamente non possono indirizzare la direzione in cui va la luce, e quando si fotografa un oggetto piccolo, come un fungo, ciò significa che non si può ottenere una giusta illuminazione solo fino alla parte centrale ma sarete costretti ad illuminare anche la parte superiore del fungo, e quella che la circonda. Se siete abbastanza fortunati da avere un’ unità flash esterna, sperimentate il sia la tecnica classica a luce diretta, sia quella che prevede un riblamzo della luce contro superfici vicine, come una roccia o un telo. Se potete togliere il flash dalla fotocamera e spostarlo intorno al fungo, è possibile ottenere anche alcuni interessanti con luci laterali o effetti di retroilluminazione. Il flash esterno è probabilmente la migliore soluzione se avete il kit adatto per tenerlo lontano dalla fotocamera invece che sulla slitta.

Stabilizzate la vostra fotocamera

A causa della scarsa luce presente nella maggior parte dei luoghi dove è possibile trovare dei funghi, spesso sarà necessario utilizzare una velocità di otturazione molto bassa, il che implica la necessità di trovare un modo efficace per mantenere la fotocamera in posizione perfetta. Alcuni treppiedi permettono di invertire l’inserimento della colonna centrale e posizionare la fotocamera ad un livello basso, anche solo a pochi cm da terra. Un’altra opzione è rappresentata dall’utilizzo di uno dei numerosi sistemi di posizionamento della fotocamera, come i sacchetti pieni di sabbia o i mini treppiede. Inoltre è consigliabile utilizzare un scatto remoto per una ulteriore riduzione del rischio vibrazioni al momento dello scatto (o utilizzare il timer automatico dell’autoscatto).

Velocità di otturazione lenta

Se state lottando contro il cavalletto a causa del basso livello di elevazione da terra da cui dovete scattare le vostre foto, non abbiate paura di rallentare la velocità dell’otturazione che avete scelto. La bellezza dei funghi è anche nella loro immobilità, e se la stabilizzazione della vostra fotocamera lavora nel modo giusto assieme al vostro solido treppiedi, potrete aumentare la velocità di otturazione di quanto desiderate senza mai esagerare.

Utilizzare una profondità di campo minima per isolare i funghi

I funghi crescono solitamente in ambiente dove c’è molto disordine intorno, dove la vegetazione è ricca e abbondano gli elementi di disturbo. Un ottimo modo per isolare il soggetto, da questa distrazione di sfondo e anche di primo piano, è quello di utilizzare una ridottissima profondità di campo, selezionando una apertura massima del diaframma, che genera uno sfondo fuori fuoco. Naturalmente, può anche risultare efficace mostrare il contesto che circonda il fungo; se siete abbastanza fortunati avrete uno scenario adatto intorno al soggetto e in questi casi potrete scegliere un’apertura del diaframa minore.

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