Fotografia digitale di notte a mano libera

Fotografia digitale di notte a mano libera

Neanche troppo tempo fa, scattare in condizioni di illuminazione debole senza flash e senza treppiede voleva dire spingere la pellicola di 1, 2 o tre stop oltre il suo valore ISO originale. Nel caso di scatti in bianco e nero, inoltre, solitamente questo prevedeva l’impostazione di un valore ISO di 800, 1200 o 1600 invece dei soliti 400, che all’atto pratico voleva dire sottoesporre la pellicola e svilupparla più a lungo per riparare alla diminuzione del tempo di esposizione. “Spingere” sulla pellicola solitamente era il trucco vincente, al costo però di ottenere immagini più contrastate e granulose. Nei casi più disperati si poteva anche utilizzare una pellicola Kodak 2745, che nasceva già con un ISO di 3200, ma le immagini erano così granulose che il difetto di poteva notare a occhio nudo già nelle stampe a contatto. E visto che la pellicola si arrotolava più stretta, mantenerla piatta nella cornice dell’ingranditore era una vera e propria impresa acrobatica.

Ma neanche scattando a colori le cose andavano tanto meglio. Le pellicole per diapositive a colori era disponibili a 400, 800 e 1600 ISO ma la grana, la resa del colore e i livelli di contrasto lasciavano davvero molto a desiderare. Le pellicole per negativi colore erano più o meno uguali come problematiche, ma invece della grana il dramma che si doveva affrontare era la presenza di un insieme sconnesso di colori, più o meno come quelli di una macedonia di frutta lasciata ad affogare per ore nel latte.

Negli ultimi due anni però le cose, nel mondo della fotografia digitale, hanno subito un cambiamento radicale, e questo da quando i produttori di macchine fotografiche digitali hanno introdotto i sistemi di extended range ISO. E mentre i valori di questo parametro, ottimizzati alla perfezione per le nuove reflex digitali, raggiungevano i 6400, iniziavano a vedersi record massimi di 12.800 ISO; e dato il valore elevatissimo, se le foto non erano proprio perfette si può dire tranquillamente che non erano neanche poi così male.

Nikon D3S, 85/1.4, ISO 102.400 (f1.4 a 1/8000)

Da quel momento in poi i signori in camice bianco che armeggiano nei laboratori super tecnologici delle case produttrici si sono dati molto da fare e i risultati di questo impegno si possono vedere oggi nella Nikon D3S e nella Canon EOS 1D Mark IV. Ognuna di queste straordinarie macchine fotografiche, infatti, oggi possiede tra le sue sensibilità ISO standard anche il 12.800, che è sufficientemente alto da permettere di realizzare scatti notturni abbastanza nitidi a mano libera, quindi senza l’ausilio di un treppiede. E per chi ha bisogno di sensibilità ISO ancora più elevate, entrambe le macchine fotografiche appena citate possono essere impostate finoa raggiungere una sensibilità equivalente a un ISO 102.400. A quelle quote i risultati ovviamente sono quello che sono, soprattutto dal punto di vista del rumore, ma d’altronde, quand’è stata l’ultima volta che avete tenuto un obiettivo da 85mm in mano in una notte di pioggia scattando a f1.4 a 1/8000?

Ma ancora più rilevanti dal punto di vista della prestazioni sono le sensibilità ISO standard a cinque cifre che offrono queste macchine fotografiche, in poche parole strabilianti. Le sensibilità ottimizzate più elevate sono quelli delle nuove reflex digitali Nikon, Canon e Sony, ossia di 12.800, ideali per fotografare a mano libera in notturna. A 12.800 il rumore si sente appena, e la qualità è di gran lunga migliore di molte fotocamere compatte punta-e-scatta a ISO 800 (e anche a ISO 400, se la macchinetta fotografica ha più di un anno di vita).

Nikon D3S, 21mm/f2.8 Zeiss Distagon ZF.2, ISO 12800, f3.5 a 1/400

Mentre ci arrampichiamo verso le vette di sensibilità permesse dalle impostazioni ISO Hi1 (equivalente all’ISO 25.600), Hi2 (equivalente all’ISO 51.200) e Hi3 (equivalente all’ISO 102.400) i livelli di rumore iniziano a diventare sempre più pronunciati, sebbene anche a Hi3 i risultati sono piuttosto buoni. Alle sensibilità più alte a volte appaiono anche tracce di disturbo geometrico, ma se pensate al fatto che state scattando a mano libera in pessime condizioni di illuminazione come se foste in pieno giorno, non potrete che ridacchiare tra voi e voi nel vedere immagini nitide e ben definite apparire nel display LCD del vostro gioiello tecnologico.

Ora, la domanda da un milione di euro è: ma come diavolo fanno?

Nel caso della Canon EOS-1D Mark IV, la capacità di raggiungere sensibilità ISO a 6 cifre è attribuibile a una combinazione di tecnologie CMOS sempre più avanzate e di processori di immagine ancora più evoluti. Secondo quanto ha dichiarato Chuck Westfall, manager del dipartimento Tecnico e Informatico della divisione macchine fotografiche della Canon USA, i progressi tecnologici maggiori sono stati raggiunti nella creazione di microlenti più grandi che vengono poste più vicine al sensore rispetto a quanto succedeva con le microlenti più grandi di penultima generazione, con conseguente incremento nell’efficienza per quel che riguarda la cattura della luce. Grandi passi avanti sarebbero stati fatti anche nei materiali dei filtri per colori RGB, che permettono di trasmettere la luce più velocemente ai fotodiodi.

Altri fattori che permettono di spingere la sensibilità ISO ai massimi livelli sono miglioramenti nelle tecnologie per la produzione dei semiconduttori, che sono capaci di accumulare più luce rispetto ai modelli precedenti, una maggiore efficienza nella conversione fotoelettrica che trasforma la luce entrante in un segnale elettrico per il sensore stesso, nuovi circuiti che offrono un miglior rapporto segnale/rumore a qualsiasi sensibilità ISO e una migliore soppressione del rumore da fonti esterne.

Anche il processore della EOS D1 Mark IV, 6 volte più potente del suo predecessore, gioca un ruolo fondamentale nell’incremento delle sensibilità ISO. Questi miglioramenti includono anche una riduzione del rumore ISO più efficace (Basso, Standard o Forte) e l’ottimizzazione delle funzioni di Auto Lighting, entrambe regolabili manualmente dal fotografo.

Nikon D3S a ISO 102400 (f2.8 a 1/800 sopra) e f2.8 a 1/500 sotto)

Nikon D3S, ISO 102400 (f2.8 a 1/250)

Nella notte, non solo reflex

Mentre un gruppo di signori in camice bianco, al chiuso di un laboratorio super tecnologico, si spremeva le meningi per trovare il modo di incrementare la sensibilità di sensori e processori di immagine, evidentemente in un altro laboratorio super tecnologico, un altro gruppo di tizi vestiti con camici dello stesso colore stava lavorando per trovare altri modi di schiarire la notte; il risultato dei loro sforzi si può trovare in un trio di macchine fotografiche ognuna delle quali si può comprare a meno di 500 euro.

Questa strabiliante tecnologia si chiama Hand-held Twilight Mode e può essere trovata nelle Sony Cyber-shot DSC-HX1, nella Cyber-shot DSC-WX1 e nella Cyber-shot DSC-TX1, quest’ultima particolarmente gradita a chi pensa che anche l’occhio (e non solo quello del fotografo) voglia la sua parte, in quanto è disponibile nelle versioni Blue, Silver, Grey e Pink, mentre le prime due sono disponibili solo nella classica versione nera.

Sony Cyber-shot DSC-HX1

Sony Cyber-shot DSC-WX1

Sony Cyber-shot DSC-TX1

Il sistema Hand-held Twilight Mode è una vera e propria magia digitale e funziona davvero bene. Se impostata su Hand-held Twilight Mode, infatti, la macchina fotografica spinge automaticamente la sensibilità ISO fino a 500 ISO ed esegue una serie di prove di esposizione più velocemente di quanto ci impiegate voi a dire “click, click, click, click, click, click”. Poi la macchina fotografica, sempre tutta da sola, analizza ognuna delle immagini scattate, individua la parte più nitida e dettagliata di ogni scatto e le processa, fondendole in un’unica immagine ottimizzata. Il tutto in un batter d’occhio.

Gli scatti che vedete qui sotto sono stati realizzati con una Sony Cyber-shot DSC-WX1 in modalità Hand-held Twilight mode. Il tempo di esposizione per ognuno degli scatti variava tra un ottavo e un quindicesimo di secondo, con il diaframma alla sua massima apertura di f/2.4. Considerando che la Sony WX-1 appartiene alla categoria delle macchine fotografiche punta-e-scatta, la qualità delle immagini è abbastanza impressionante.

È stato molto divertente scoprire quanto si può pretendere, in termini di qualità, da una Sony WX1: le immagini che vedete qui sotto sono state realizzate in un campo, lontano da qualsiasi tipo di illuminazione stradale, puntando la macchina fotografica verso il cielo e scattando un paio di foto alla luna, rigorosamente a mano libera. A voi il giudizio sulla qualità delle immagini (per chi non fosse esperto di astronomia, quel puntino bianco che si vede lì, sotto alla luna, non è un difetto: è semplicemente Venere).

Ora, è anche necessario ammettere che le immagini realizzate con le macchine fotografiche Sony Cybershot, per quanto straordinariamente buone, non possono neanche minimamente avvicinarsi alle immagini realizzate con le ammiraglie di casa Sony, le sue reflex digitali, in termini di nitidezza, velocità e longevità.

E nonostante le Sony Cyber-shotm siano macchine fotografiche in grado di catturare fino a 10 immagini al secondo con la massima risoluzione nella modalità standard, non altrettanto si può dire se vengono utilizzate con la modalità Hand-held Twilight Mode. Nello stesso lasso di tempo in cui una Cyber-shot cattura e processa una singola immagine, infatti, una D3S ne può scattare centinaia.

La modalità di scatto 6-image della Cyber-shot infatti vuol anche dire che i soggetti in movimento in condizioni di scarsa illuminazione potrebbero anche avere un indesiderato effetto di ghosting o di strobing. Per scattare in fast motion con una Cyber-shot, infatti, la Sony raccomanda di utilizzare l’apposita modalità Anti-blur, che come in altre macchine fotografiche digitali blocca l’azione in condizioni scarsa illuminazione al prezzo di un livello di rumore più alto causato da sensibilità ISO più elevate.

Per concludere, indipendentemente dal vostro budget, che può essere di un paio di centinaia di euro così come di un paio di migliaia, il risultato che otterrete per i vostri soldi non mancherà di stupirvi e di compiacervi.

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