Intervista al fotografo Marco Soldateschi

Intervista al fotografo Marco Soldateschi

fotografo Marco Soldateschi

La fotografia secondo Marco Soldateschi

D. Quando e come ha scoperto la fotografia?

R. Avevo 16 anni. Sono sempre stato appassionato di animali e piante (ho frequentato poi la facolta’ di Scienze Naturali) e quindi ho iniziato a fotografare paesaggi e piccoli animali, come gli insetti.

D. Ci racconti il suo primo approccio a quest’arte:

R. Precisato quanto sopra, lentamente ho preso confidenza con l’apparecchio, una Canon t70 di mio padre. Ho iniziato a fotografare di tutto, facendo test ed esperimenti continui e prove, prendendo appunti. Scattavo solo con Diapositive.

D. Ricorda la sua prima foto?

R. Per essere sinceri no. Io sono uno che guarda al passato solo per vedere gli errori e cercare di non commettere gli stessi troppe volte.

D. Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?

R. Facendo prove, impegnandomi enormemente sia in senso di tempo che di denaro. Investivo molto del piccolo stipendio che mi facevo mentre studiavo all’universita’.

D. Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?

R. Cercare di rendere veritiero quello che il soggetto (umano, animale o altro che sia) ci comunica

D. E pratici?

R. Be’, e’ il mio lavoro

D. Fotografa per lavoro o per diletto?

R. Per lavoro, come ho detto.

fotografo Marco Soldateschi

Maestri e grandi fotografi per Marco Soldateschi

D. C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua crescita?

R. No. Mi piace dire che il mio “mentore” sia stato John Shaw. Comunque sia e’ grazie a lui, alle sue foto di paesaggi e ai suoi libri, se ho preso veramente passione alla fotografia.

Gli scatti di Marco Soldateschi

D. Cosa le piace fotografare?

R. Quando scatto non per il lavoro, amo andare per campagne e montagne e boschi, dove posso trovare insetti e fiori ed immergermi in un micromondo. Ma la fotografia deve essere vissuta a 360 gradi per essere amata davvero. Quindi dobbiamo fotografare tutto.

D. Qual è il suo soggetto preferito?

R. Insetti……

D. E il genere?

R. Naturalistico e paesaggistico

D. Ci racconti il suo concetto di inquadratura:

R. Fare in modo che lo sguardo dell’ osservatore sia concentrato sul soggetto fotografato, anche se la foto presenta degli errori, in modo che non possano essere notati.

D. Che tipo di luci preferisce?

R. Dipende da quello che fotografiamo

D. Usa il bianco/nero con il digitale? Se sì, ci parli di questa tecnica e di come la interpreta.

R. Ottimo per l’architettura e volti rugosi. Perfetto dove ci siano forti contrasti e per cieli nuvolosi

fotografo Marco Soldateschi

Marco Soldateschi e la post-produzione

D. La sua opinione sulla post-produzione:

R. Com il digitale importante per risolvere le problematiche ad esso connesse (rumore digitale, colore non perfetto). Ma non importante per la foto in se stessa. Altrimenti sarebbe come dire che le foto di Salgado, Besson e altri Grandi sono da buttare……

D. Quali sono, secondo lei, i limiti etici alla post-produzione?

R. Fermarci quando cerchiamo di rimediare a grossolani errori compositivi e/o tecnici legati all’esposizione, usando la scusa che quello che volevamo fare era una foto “artistica”, usando ritocchi pesanti. Fermarci anche quando la foto che creiamo tutto e’ meno che realta’. Oggi purtroppo siamo invasi da queste finte foto….

D. E’ lecito intervenire per migliorare luci e toni di una foto?

R. Diciamo di si. Nel “male” del digitale cui accennavo poco prima, il “bene” e’ poter fare molte prove senza sprecare pellicola….quindi, dovendo comunque intervenire in fotografie professionali tanto vale rivedere anche i colori per renderli piu’ reali…

D. Che software usa per la post-produzione?

R. Spesso Lightroom

D. Che tipo di interventi fa di solito?

R. Nitidezza, contrasti, saturazione, effetti “artitsici”, come sfumature, desaturazioni selettive di alcuni colori e altri

fotografo Marco Soldateschi

Marco Soldateschi: RAW, JPG e TIF

D. In che formato scatta di solito?

R. Raw, sempre

D. Se scatta in RAW, che software usa per gestire i file?

R. Lightroom spesso.

D. Ha mai provato con LightRoom? Se sì, cosa ne pensa?

R. Un ottimo prodotto, seppur con alcune limitazioni, come la mancanza di poter fare fotomontaggi (alcune volte dobbiamo fare queste cose per alcuni clienti) o la mancanza di avere un selettore di forma variabile

Informazione

D. Legge riviste di fotografia?

R. Non sempre

D. Consulta siti web di fotografia?

R. Non sempre

D. Ne consulta alcuni in maniera abituale, considerandoli un punto di riferimento?

R. Quando li guardo, spesso consulto Juza photo, ma essendo un fotografo ed insegnando fotografia ed essendo oltretutto in un negozio ho modo di testare da solo….

D. Partecipa a workshop o seminari?

R. Non abitualmente. Spesso sono io a tenerli.

D. E fa parte di una associazione del settore?

R. Sono tesserato Airf e cps Canon

D. Va a fiere e saloni di fotografia?

R. Talvolta

D. Cosa ne pensa, li trova utili?

R. Indipendentemente dal mio giudizio sono utili.

fotografo Marco Soldateschi

Mostre di fotografia

D. Visita mostre di fotografia?

R. Certamente

D. Quali sono quelle che ha apprezzato di più in assoluto?

R. Molte. La fotografia e’ una forma d’arte. Tutti siamo artisti, ognuno con il proprio stile, opinabile, ma sempre giusto.

D. Qual è stata l’ultima visitata?

R. Steve McCurry

D. La mostra che vorrebbe vedere?

R. John Shaw, per onore. Ma tutte, per passione

Le attrezzature di Marco Soldateschi

D. Attualmente, quali fotocamere usa?

R. Canon

D. E quali obiettivi?

R. Canon

D. L’obiettivo che usa più spesso?

R. 24-70 f2,8, bellissima. 100 macro is. 85mm f1,2 per i ritratti, la piu’ bella ottica esistente. Il 35mm f1,4 per i reportage.

D. Quali flash?

R. Canon 600

D. Qual è stata la sua prima macchina?

R. La canon t70

D. Come si è evoluta nel tempo la sua attrezzatura?

R. Sono passato a Contax, per molti anni. Con l’avvento del digitale sono passato a Canon.

Marco Soldateschi e la nostalgia della pellicola

D. Lavora ancora in pellicola?

R. Solo per me. Purtroppo non sarei competitivo sul mercato. Ma con la pellicola a lavorare erano solo i professionisti e non gli amatori improvvisati, come ce ne sono molti ora che tolgono incassi a chi ci dovrebbe vivere….

fotografo Marco Soldateschi

PRO – Marco Soldateschi in studio

D. Com’ è fatto il suo studio fotografico?

R. Con molte luci e stativi!

Info di contatto

  • Nome: Marco
  • Cognome: Soldateschi
  • Indirizzo: via banchi di sotto, 71-73
  • Città: Siena
  • Telefoni: 0577221292
  • Email: soldateschimarco@gmail.com
  • Sito web: www.soldafoto.it

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