Intervista alla fotografa Matilde Gattoni

Intervista alla fotografa Matilde Gattoni

La fotografia secondo Matilde Gattoni

La fotografia secondo Matilde Gattoni

D. Quando e come ha scoperto la fotografia?

R. Non esiste un momento preciso, ho sempre avuto un forte interesse per l’arte sin da piccola e a poco a poco si è incanalato nella fotografia.

D. Ci racconti il suo primo approccio a quest’arte:

R. Un viaggio che feci in Marocco a 19 anni, partii per un mese con una vecchia macchina fotografica di mio padre, comprai delle pellicole B&W a Casablanca e fotografai tutto quello che mi colpì. Tornai a casa e mi accorsi che le pellicole erano tutte ricoperte di aloni chiari, probabilmente erano state esposte al sole per troppo tempo.

D. Ricorda la sua prima foto?

R. No, ricordo bene alcune scene che non ho avuto tempo di fotografare. Dicono che si fotografa per poter dimenticare, forse è vero. In genere preferisco pensare alle ultime fotografie che ho realizzato. Per esempio quella di questa ragazza siriana, rifugiata in Libano, che ha visto morire le sue migliore amiche, mentre fuggivano dal Paese in guerra e da quel giorno riesce a malapena ad esprimersi.

D. Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?

R. Al ritorno dal mio viaggio marocchino, capii che volevo fare la fotografa, studiavo storia e storia dell’arte all’Università. Comprai libri di fotografia, tra cui il negativo di Ansel Adams, studiai e misi in pratica l’unico consiglio che ti danno i grandi fotografi: fotografare, fotografare e ancora fotografare.

D. E quali le sue tappe più significative?

R. Un viaggio in Israele nel 2000. Mi ritrovai per caso all’inizio della seconda Intifada, era il posto giusto al momento giusto.

D. Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?

R. Il bisogno di capire e mettere ordine in un mondo regolato dal caos.

D. Fotografa per lavoro o per diletto?

R. Sono fotogiornalista di mestiere.

Maestri e grandi fotografi per Matilde Gattoni

D. C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua crescita?

R. Molti dei giornalisti con cui ho lavorato, mi hanno insegnato come muovermi sul terreno, cosa cercare. Tutti i soggetti che ho fotografato.

D. Ha avuto un vero e proprio “maestro”?

R. I grandi pittori che stimo e ammiro e che hanno influenzato il mio universo visivo, da Michelangelo a Turner, passando da Vermeer.

D. Per lo stile, ha fatto riferimento a quale grande fotografo mondiale?

R. No.

D. Il preferito in assoluto?

R. Ce ne sono tanti, direi Luc Delahaye e Don Mc Cullin.

Gli scatti di Matilde Gattoni

D. Cosa le piace fotografare?

R. Mi sono specializzata sui rifugiati nel mondo.

D. E il genere?

R. Reportage.

D. Ci racconti il suo concetto di inquadratura:

R. Non saprei spiegare, è una cosa molto istintiva. Nel momento in cui scatti, senti cosa deve essere incluso e cosa non deve essere incluso, quali sono gli elementi necessari e quali quelli che invece vanno scartati.

D. Che tipo di luci preferisce?

R. Naturale, senza dubbio.

D. Quale nuovo genere di fotografia vorrebbe esplorare?

R. Vorrei iniziare a fare video multimediali, aggiungendo interviste filmate e suoni alle immagini.

D. Usa tecniche fotografiche speciali, come il macro?

R. No.

D. Usa il bianco/nero con il digitale?

R. No, lo trovo molto insoddisfacente.

Matilde Gattoni e il fotoritocco

D. La sua opinione sul fotoritocco:

R. Ritengo che debba essere usato il meno possibile.

D. Quali sono, secondo lei, i limiti etici al fotoritocco?

R. Dipende dal tipo di fotografia. Quando si tratta di fotogiornalismo, i limiti dovrebbero essere tanti, se invece si tratta di moda o arte credo nessuno. Anche se penso che il fotoritocco sia come la chirurgia estetica, il risultato deve essere naturale per essere bello.

D. Che software usa per il fotoritocco?

R. Photoshop.

D. Che tipo di interventi fa di solito?

R. Modifico appena contrasto e ombre.

Matilde Gattoni: RAW, JPG e TIF

D. In che formato scatta di solito?

R. RAW.

D. Se scatta in RAW, che software usa per aprirle i file?

R. Photoshop.

D. Ha mai provato con LightRoom?

R. No, ma pare sia ottimo.

Informazione

D. Legge riviste di fotografia?

R. No.

D. Consulta siti web di fotografia?

R. Sì.

D. Quali sono quelli che consulta e cosa le offrono?

R. E-Photoreview/ Foto8/Time Lightbox. Li consulto per dare un’occhiata ai lavori che si realizzano.

D. Partecipa a workshop o seminari?

R. No, ma vorrei.

D. Cosa pensa dei workshop?

R. Sicuramente utili se realizzati da bravi maestri.

D. Fa parte di un circolo fotografico?

R. No.

D. E di una associazione del settore?

R. Sì, quella dei giornalisti.

D. Va a fiere e saloni di fotografia? Se sì, a quali?

R. A Visa pour l’Image e vorrei andare ad Arles.

D. Cosa ne pensa, li trova utili?

R. Sicuramente utili, anche se non più come una volta.

Mostre

D. Visita mostre di fotografia?

R. Ogni tanto, acquisto soprattutto libri.

D. Quali sono quelle che ha apprezzato di più in assoluto?

R. Una mostra di Christopher Morris che vidi anni fa.

D. La mostra che vorrebbe vedere?

R. La mia ad Arles.

D. Ha realizzato sue mostre fotografiche? Se sì, dove e quando?

R. Al Parlamento Europeo di Bruxelles, in varie sedi della Feltrinelli in Italia e a Dubai. Poche comunque, non mi adopero molto per organizzare mostre.

Le attrezzature di Matilde Gattoni

D. Attualmente, quali fotocamere usa?

R. Canon 1ds Mark II e Rolleiflex.

D. E quali obiettivi?

R. 16/35 mm 50mm 28/70mm tutti Canon.

D. L’obiettivo che usa più spesso?

R. 16/35mm

D. Quali flash?

R. Nessuno.

D. Quali cavalletti e teste?

R. Nessuno.

D. Utilizza filtri?

R. Nessuno. Prima usavo un po’ la lente polarizzata.

D. Qual è stata la sua prima macchina?

R. Una vecchia Canon manuale di mio padre.

D. Come si è evoluta nel tempo la sua attrezzatura?

R. Ho comprato una Canon 1V e mi si è aperto un mondo.

D. Ha mai fatto un cambio integrale di marca?

R. No.

D. Dove acquista di solito le attrezzature? Fa spese online?

R. Da B&H New York.

Matilde Gattoni e la nostalgia della pellicola

D. Lavora ancora in pellicola?

R. Poco.

D. Con quali corpi macchina?

R. Canon 1V e Rolleiflex.

D. Quali pellicole usa?

R. Ilford HP5.

D. Per quali applicazioni?

R. Per lavori personali.

PRO – Matilde Gattoni in studio

D. Come è fatto il suo studio fotografico?

R. Non ho uno studio, lavoro per strada.

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