La Fotografia e il Neorealismo in Italia

La Fotografia e il Neorealismo in Italia

Roma capitale, ora più che mai.

Dopo la splendida iniziativa presentata la scorsa settimana che, per tutto il periodo Pasquale, vedrà l’installazione di numerose statue di bronzo per le vie della Città Eterna a simboleggiare la Via Crucis, eccone un’altra che ha già riscosso ovunque pareri più che favorevoli.

Direttamente dall’archivio del CRAF, il Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia, sono stati selezionati ben 130 vintages che verranno esposti nell’attesissima mostra “La Fotografia e il Neorealismo in Italia 1945 – 1965″.

L’esposizione, ovviamente di tipo fotografica, sarà interamente e completamente dedicata alla fotografia italiana tra gli anni dell’immediato dopoguerra, per la precisione il ventennio che comprende tutta la vita, la società e la cultura italiana dal 1945 al 1965.

I giorni in cui, come i più attenti ed appassionati ricorderanno, un certo Mario Giacomelli poi diventato celeberrimo introdusse quello che fu subito unanimemente riconosciuto come un nuovo ed innovativo linguaggio creativo, quello Neorealista di stampo tutto italiano.

 

L’ampia introduzione che fa un po’ da sommario alla mostra, è dedicata a Luigi Crocenzi, uno dei principali esponenti del campo fotografico del secondo dopoguerra, e sarà appunto comprensiva sia degli originali fotoracconti realizzati dallo stesso per la rivista con cui collaborò per soli due anni Il Politecnico (1964 – 1947) sia di alcune fotografie finora inedite che ritraggono le splendide borgate romane, concedendosi un piccolo excursus tramite istantanee tratte da Conversazione in Sicilia, lavoro del Crocenzi risalente al 1950.

 

A seguire, il nucleo centrale dell’esposizione, dedicata al panorama italiano degli anni ’50, con riflessioni che partono dal cosiddetto Gruppo Misa di Senigallia, composto da Giuseppe Cavalli, Piergiorgio Branzi, Giuseppe Moder, Alfredo Camisa e Paolo Bocci fino ad arrivare agli autori appartenuti al Centro per la Cultura nella Fotografia di Fermo, associazione fondata proprio da Luigi Crocenzi e composta da Antonio Maccaferri, Giovanni Massara, Dino Bruzzone, Alfonso Modenesi, Giuseppe Alario, Romano Folicaldi, e inoltre Gabriele De Cinque, Frank Franzi, James Altimani, Toni Nicolini, quindi l’ampia serie dedicata al Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia di Spilimbergo (Gianni e Giuliano Borghesan, Aldo Beltrame, Italo Zannier, Carlo Bevilacqua, Fulvio Roiter, Toni Del Tin e Giuseppe Bruno.

In conclusione, il racconto visivo presenterà le opere di Mario Giacomelli.

 

Dopo la sosta romana, la mostra passerà a San Vito al Tagliamento per poi trasferirsi a San Pietroburgo ed in altre città russe.

Il curatore del progetto è Walter Liva.

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