L’attimo giusto nella fotografia di Elliott Erwitt

L’attimo giusto nella fotografia di Elliott Erwitt

fotografia di Elliott Erwitt

Elliott Erwitt: cogliere l’attimo giusto

Classe 1928, Elliott Erwitt nasce a Parigi e sin da giovane si appassiona alla macchina fotografica. Dopo gli studi, infatti, si specializza nella progettazione di immagini per le pubblicità e per i documentari e inizia, così, la sua scalata verso il successo.

La sua adolescenza, tuttavia, non fu affatto semplice. Erwitt, infatti, era di origini ebree e – dopo aver soggiornato per molti anni in Francia – la famiglia decise di trasferirsi in Italia.

Anche qui, però, la sua permanenza era destinata a finire. Con l’avvento del fascismo e la conseguente persecuzione degli ebrei, infatti, Erwitt e la sua famiglia furono costretti ad emigrare in America.

Fu proprio negli Stati Uniti che l’artista iniziò a specializzarsi negli studi di fotografia, ponendo le basi della sua professionalità futura.

La capacità spiccata per la fotografia, tuttavia, Erwitt la manifestò anche prima del suo arrivo in America. Durante gli anni della seconda guerra mondiale, infatti, fu nominato fotografo dell’esercito ed assolse questo compito sia quando era al servizio del comando francese che quando si trovava a dipendere da quello tedesco.

Oltre alle esperienze sul fronte di guerra, però, Erwitt maturò una significatica professionalità anche da freelance.

Proprio in occasione della guerra, infatti, aveva avuto modo di conoscere alcuni dei fotografi più importanti del mondo e questo gli permise di allacciare relazioni con tante riviste ma anche con aziende del calibro di Air France.

La popolarità vera e propria, però, arrivò quando entrò a far parte dell’agenzia Magnum Photos che gli offrì la possibilità di realizzare importanti servizi fotografici in tutto il mondo.

Le fotografie di Erwitt

Le fotografie di Erwitt hanno soggetti sempre diversi ma, tra questi, ce n’è uno che sta particolarmente nel cuore del noto fotografo francese.

Si tratta dei cani, animali amatissimi dal fotografo a cui egli stesso dedicò anche alcuni libri. Sono immagini classiche ma bellissime nelle quali il migliore amico dell’uomo è immortalato in un momento di grande tenerezza o di allegria.

Proprio l’ironia, che è appunto l’espressione estrema dell’allegria, è un leitmotiv nelle fotografie Erwitt che accompagnerà anche le sue prime produzioni pubblicitarie e cinematografiche.

Una vera e propria escalation di successi, dunque, che prende il via dalle immagini in bianco e nero e culmina nella produzione di film e documentari di grande successo come Douglas Sloan, in cui l’artista è alle prese con una straordinaria interpretazione di se stesso.

I soggetti di Erwitt

Le sue fotografie, però sono il fiore all’occhiello della sua eccezionale carriera. I cani sospesi in aria, o le persone con la faccia dei loro animali sono solo alcune delle tante bizarrie che compongono la produzione di questo artista.

Uno stile ironico ma al tempo stesso molto classico in cui la tecnica tradizionale e quasi antica del modo di concepire la fotografia si sposa sapientemente con i fotomontaggi e le più moderne tecniche di fotografia.

Davanti all’obiettivo, però, non ci sono solo i cani ma si alternano soggetti sempre diversi che animano un obiettivo volutamente ironico e frizzante: soldati, bambini, medici allineati nei reparti d’ospedale e ancora cani e animali di varie stazze.

Un insieme unico e variegato di soggetti che il fotografo coglie in atteggiamenti semplici per poi esaltarli a suo piacimento in espressioni divertenti e mai scontate.

Nelle fotografie di Erwitt è evidente l’influenza di Cartier Bresson per quella capacità unica ed innata di cogliere un soggetto, animato o inanimato, nel suo momento aureo, nel suo attimo più splendente.

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