Ritratto

Ritratto

Giovanni Lattanzi: traditions and event images

Le persone sono sempre state e continuano a essere di gran lunga il soggetto di gran lunga più fotografato. Sono però molto lontani i giorni in cui farsi fare un ritratto equivaleva a farsi preparare un ritratto in cui il soggetto si limitava semplicemente ad indossare l’abito migliore del suo guardaroba.

Il ritratto moderno, in effetti, include tantissimi stili che vanno dalle fotografie informali scattate per sbaglio nell’ambiente domestico alle fotografie scattate in gruppo con gli amici in occasioni di serate importanti. Infine, c’è sicuramente anche il ritratto artistico perfettamente illuminato all’interno dello studio di un fotografo professionista.

La crescita di quello che è considerato accettabile nella ritrattistica significa non dover seguire più una formula: tutto, in qualche modo, è diventato lecito e concesso. I volti possono essere ben definiti ma anche nascosti da una sfocatura o un lieve movimento. Può esserci il contatto visivo con il soggetto, che tuttavia potrebbe anche tranquillamente avere lo sguardo rivolto altrove. Nel ritratto ci sono moltissime pose che sono ammesse e che variano dalla posa casual a quella formale passando anche per una foto in cui il soggetto appare travestito.

Come decidere la posa in un ritratto fotografico

A questa varietà corrisponde, in termini di interazione con i  modelli, un’ampia gamma di possibilità. Un fotografo professionista, in effetti, può decidere di chiedere al soggetto si comportarsi come se lui stesso non ci fosse oppure può ordinargli di mettersi in posa con un’estrema precisione, decidendo come il soggetto deve rimanere seduto o in piedi e guidando – passo passo – anche le sue espressioni facciali. Tra i due estremi, è possibile esplorare un’infinità varietà di stili di ritratto: non bisogna mai aver paura di sperimentare. Il modo in cui il fotografo decide di mettere in posa un modello, in effetti, è l’esito della relazione che esiste tra il fotografo e l’oggetto che sta andando a rappresentare. Il fotografo non deve comandare a bacchetta il suo modello; ma deve sapere che può ottenere un risultato migliore se riesce a coinvolgere il soggetto nella sua operazione fotografica. Il segreto di una sessione fotografica di successo sta sicuramente nella collaborazione: è importante infatti che il fotografo condivida le sue idee in merito al soggetto che va a ritrarre e che gli indichi esattamente quale risultato vorrebbe ottenere. Anche quando ci si troverà di fronte un modello professionista, tutto filerà liscio quando il soggetto avrà capito le intenzioni del fotografo.

Ritratto dal vivo: come procedere

Costruire la posa di un ritratto richiede di tenere in considerazione anche l’ambiente e lo sfondo della scena. Se scegliete di isolare il soggetto dal contesto, per esempio posizionandolo contro un fondale in tinta unita, concentrate l’attenzione dello spettatore sul carattere del soggetto, rimuovendo tutti gli altri indizi su chi possa essere. Ci si può basare solo su espressioni, gesti e posa. Chi è portato alla lettura del linguaggio corporeo potrà intuire molte cose di una persona dalla posa che assume davanti alla fotocamera. Al contrario, potrete includere il contesto in cui si trova il soggetto, lo spazio in cui vive o lavora, o ambiti più ampi, come parte integrante dell’osservazione. Con questo approccio, le dimensioni della persona rispetto allo spazio intorno a lui costituiscono intuitivamente un’indicazione dell’importanza che questo spazio riveste nella sua vita. Per esempio, se una persona sembra piccola tra una grande piantagione di alberi, il messaggio implicito per chi guarda è che gli alberi sono importanti per il soggetto. L’ambiente assume significato e allo stesso tempo attribuisce un maggior valore alla persona ritratta.