Timelapse del cielo stellato

Timelapse del cielo stellato

Dalla strumentazione necessaria alla scelta dell’inquadratura, dalle migliori tecniche di riprese ai trucchi per una corretta post produzione: ecco tutto quello che c’è da sapere per creare bellissimi video time-lapse del cielo stellato. 

Come creare un video timelapse del cielo stellato

È molto probabile che, da bravi appassionati di time-lapse, prima o poi vi siate imbattuti in rete in numerosi filmati che mostrano il cielo stellato in movimento, a volte con la magica presenza della Via Lattea a rendere lo spettacolo ancora più suggestivo ed emozionante.

Se siete dediti al time-lapse diurno, poi, è altrettanto probabile che siate già in possesso sia delle conoscenze tecniche che dell’attrezzatura necessaria per portare a casa anche un ottimo lavoro “notturno”. In ogni caso, con questo articolo vi sveleremo qualche ulteriore e utile accorgimento, guidandovi per mano verso la realizzazione di un filmato letteralmente “stellare”. Se poi non vi siete mai cimentati con il time-lapse notturno, ecco tutte le informazioni necessarie per non fallire un colpo, al primo colpo!

L’attrezzatura fotografica giusta 

Prima di procedere, ecco un rapido ripasso di tutto l’occorrente per le riprese:

  • Un buon treppiede;
  • Una fotocamera digitale che vi permetta di scattare in modalità B (BULB), ossia a tempo indeterminato
  • Un intervallometro;
  • Un obiettivo con una focale corta, da 14mm ai 35mm.;
  • Una batteria potente (e carica) per la fotocamera;
  • Un cielo terso.

Avrete notato, in questa breve lista, un particolare importante relativo alla fotocamera: la modalità BULB, che vi permette di ottenere scatti senza limiti di tempo di apertura. Questa modalità è indispensabile per ricevere quanta più luce possibile, permettendo così di cogliere anche soggetti molto poco luminosi come la Via Lattea.

Lo stesso risultato può essere ottenuto con pose più brevi e valori di ISO molto elevati: simili impostazioni sono però possibili solo con fotocamere di recente produzione e per di più molto costose, che riducono il rumore digitale provocato dagli ISO alti.

Uno degli aspetti critici delle lunghe sessioni di ripresa è costituito dall’alimentazione della macchina fotografica; durante la notte, infatti, dovrete scattare centinaia di foto a lunga esposizione, consumando molta più batteria rispetto a quando si scatta un numero equivalente di pose diurne con tempi più brevi. Il nostro suggerimento consiste, qualora non disponiate di un sistema di alimentazione esterno, nel simulare a casa l’intera sessione di ripresa per testare le prestazioni della vostra batteria, prima di ritrovarvi “a piedi” a metà sessione, dovendo quindi ripetere tutto.

Per quanto riguarda l’obiettivo, dovendo evitare inquadrature strette, sarà bene che vi orientate su focali di al massimo 35mm (meno per macchine con sensore APS); un obiettivo fisheye (16mm sulle full frame, da 8 a 10mm sulle APS) può rappresentare una scelta estrema ma da valutare bene, perché al vantaggio di poter riprendere l’intera volta celeste corrisponde una marcata distorsione, che potrebbe non piacere a tutti.

Tenete d’occhio il calendario e le previsioni meteorologiche: scegliete una notte limpida e senza luna; la presenza di poche e saltuarie nuvole non costituirà un problema, e paradossalmente il loro rapido movimento potrebbe aggiungere interesse al filmato finale.

Scegliere l’inquadratura 

Decidere di scattare foto alla volta stellata non è sufficiente: dovete innanzitutto pensare a cosa inquadrare e dove “guardare”. Meglio puntare il nord o il sud? A nord trovate la stella Polare, intorno alla quale sembrano ruotare tutti gli astri del cielo: inquadrando la stella Polare otterrete un punto fermo attorno al quale tutte le altre stelle si muoveranno seguendo un moto circolare; guardando verso sud lo spettacolo sarà invece differente, con il cielo che vi apparirà scorrere da sinistra a destra.

La Via Lattea è visibile soprattutto in estate: puntate la fotocamera nella sua direzione per immortalare un cielo ricco di stelle e la galassia alla quale apparteniamo in primo piano.

La Luna andrebbe sempre evitata, soprattutto se piena: la sua luminosità è tale da saturare il sensore, rendendo invisibili le stelle, molto meno luminose.

Sempre a proposito di cosa inquadrare e di cosa evitare, non dimenticate il panorama terrestre: nell’inquadratura dovrebbe essere sempre presente un soggetto fisso non appartenente al cielo stellato, come ad esempio il profilo di una montagna o di un albero.

Come effettuare le riprese 

Per realizzare un buon video astronomico in time-lapse dovrete sfruttare al massimo le impostazioni manuali della vostra fotocamera: questo significa che dovete disattivare tutto ciò che è automatico, dalla messa a fuoco all’apertura passando per i tempi di posa e la regolazione degli ISO.

Questi ultimi vanno impostati a un valore tra 800 e 1600; per i tempi impostate l’opzione BULB e aprite al massimo il diaframma; se non state usando una focale fissa ma uno zoom, lasciatelo al minimo.

La messa a fuoco è, come sempre, un’operazione particolarmente delicata: con l’autofocus disattivato, e inquadrando un soggetto poco luminoso come il cielo notturno, procedere per tentativi sarà purtroppo inevitabile.

Consigliamo di regolare la messa a fuoco sull’infinito, tornando poi leggermente indietro. Fate uno scatto di prova, della durata di 30”, e zoomate al massimo sul display per vedere il risultato ottenuto; non spaventatevi se le stelle vi appariranno leggermente allungate, è un effetto normale che a lavoro finito non sarà percepibile.

Fate alcune prove di messa a fuoco, tenendo in considerazione che più le stelle appaiono piccole, migliore sarà il risultato finale; una volta individuata la giusta messa a fuoco non modificatela più: tutte le stelle della volta celeste saranno identicamente a fuoco, qualunque sarà la porzione di cielo che sceglierete di inquadrare.

A questo punto della preparazione dovrete impostare quello che probabilmente è il parametro più importante per il tipo di lavoro che state per affrontare: il tempo di esposizione.

Procedete scattando alcune foto di prova con tempi diversi, ad esempio 15”, 20”, 30”, se proprio necessario spingetevi fino a 45” o addirittura 60”, ma meglio restare entro i 30 secondi.

I risultati ottenuti variano a seconda delle caratteristiche del cielo e alla sensibilità della fotocamera: per questo motivo non esiste un tempo di esposizione valido per tutti i time-lapse astronomici!

Quando avrete raggiunto un buon compromesso tra luminosità, dettagli e rumore, iniziate a scattare: l’intervallometro dev’essere impostato in modo da comandare gli scatti con un intervallo tra i 5” e i 10”, e la sessione di ripresa dovrebbe durare almeno un paio d’ore.

Qualora iniziate le riprese al tramonto, è importante che abbiate effettuato in precedenza delle prove durante la notte per determinare i valori corretti per l’esposizione; otterrete un video che presenta nelle prime scene delle immagini sovraesposte che scuriscono poi col passare delle ore.

La post-produzione

Se siete rimasti svegli tutta la notte e la sessione di ripresa è andata liscia, il peggio è passato: non vi resta che procedere alla creazione del filmato esattamente come siete abituati per i normali time-lapse diurni.

Suggeriamo di calibrare la frequenza dei fotogrammi sulla base del tempo di esposizione che avete tenuto per i singoli scatti: per ottenere un filmato fluido, maggiore è il tempo di esposizione degli scatti, minore dovrà essere il frame-rate selezionato.