Come fotografare auto in corsa

Come fotografare auto in corsa, ma anche moto, bici e motoscafi

In questo tutorial affrontiamo un tipo di fotografia molto popolare e praticato, ossia come fotografare auto in corsa, ma anche moto, bici e motoscafi da gara.

Attrezzatura per fotografare auto in corsa

Il primo passo per diventare fotografi d’auto in corsa è quello di procurarsi la giusta attrezzatura.

Non è necessario spendere cifre ingenti, ma basta avere le cose giuste per questo tipo di fotografia, che è abbastanza specialistica.

Quando parliamo genericamente di “auto” in corsa, includiamo ovviamente anche altri tipi di veicoli come le moto, i motoscafi da gara, e persino e le bici da corsa, seppur con un diverso carattere di velocità nel movimento per queste ultime.

Fotocamera per fotografare soggetti in corsa

Per il corpo macchina semplicemente dovete orientarvi su una macchina fotografica che offra prestazioni di qualità adeguate alle vostre esigenze e abbia una buona “capacità di raffica”.

Questo termine significa che è in grado di scattare una serie di immagini in successione molto rapida.

Ovviamente una reflex (FF o APS) o una mirrorless sono ideali, anche se di livello amatoriale.

Tenete presente che la APS ha il pregio (in questo caso è davvero un vantaggio) di “aumentare” la lunghezza focale della lente usata.

Ma anche una fotocamera compatta andrà benissimo per iniziare a cimentarvi con questo tipo di ripresa. A patto ovviamente che non abbiate particolari ambizioni in termini di risultato e siate consapevoli che è solo un primo approccio.

Come fotografare auto in corsa, ma anche moto, bici e motoscafi
Congelare il movimento

Obiettivo per fotografare soggetti in corsa

Per quanto riguarda la lente da usare per fotografare auto in corsa diciamo subito che potrete avere davanti due situazioni:

  • quella di auto che vi passino a breve distanza, quindi diciamo che siete a bordo pista.
  • o con auto che corrono a rilevante distanza da voi.

Nel primo caso un medio grandangolare o un 50mm sono molto utili. Nel secondo dovete avere un tele, la cui lunghezza focale dipende ovviamente dalla distanza a cui state scattando.

Diciamo che un 70/200mm su FF risolve varie situazioni, e considerate sempre che su APS diventa ancora più “spinto” in termini di focale (per via del crop da sensore ridotto).

Naturalmente, un teleobiettivo con messa a fuoco veloce è particolarmente utile se volete cercare di usare la messa a fuoco continua per catturare nel modo migliore l’azione in movimento.

Inseguire il moto con il panning. Auto in movimento trasverale.

Come fotografare auto in corsa

Prima di pensare a scattare dovete capire bene cosa state per andare a fare.

Iniziate quindi a informarvi il più possibile su questo genere di foto, seguendo il lavoro e i progetti di fotografi con più esperienza nel settore.

Osservate le loro foto:

  • da dove sono fatte
  • cosa inquadrano
  • come riprendono la vettura
  • in che modo viene usata la luce

Questo è fondamentale per acquisire i segreti dell’inquadratura di auto – e in generale veicoli – in corsa.

Crearsi uno stile

Osservate con cura le loro fotografie e tenetevi sempre aggiornati sull’argomento frequentando blog e siti internet, per capire quale sia l’evoluzione generale dello stile.

Dovete poi pensare a creare e sviluppare un vostro stile personale, pensando inquadrature che vi piacciono e vi convincono. E dovete farlo prima di scattare.

Quando sarete li – sulla pista – avrete poco tempo per decidere cosa fare, e ancora meno per capire come scattare. Potrete muovervi poco e cambiare punto di scatto in corsa non sarà facile. Tutto avverrà con grande velocità

Quindi dovete avere chiare in mente le inquadrature giuste prima che la gara prenda il via.

Panning su movimento trasversale.

Programmare l’evento

Il secondo passo è la preparazione all’evento da fotografare.

Individuate con largo anticipo le manifestazioni sportive che possono interessarvi.

Di esse studiate bene:

  • programma
  • percorso
  • logistica del luogo
  • orari

Chiedete inoltre con ampio anticipo gli eventuali permessi fotografici, se richiesti. E accertatevi se sono necessari, per non andare li a vuoto.

Verificate infine bene il meteo il giorno prima dell’evento.

Sul luogo

Arrivate sul posto parecchie ore prima della gara.

Fate un ampio sopralluogo, chiedete sui punti acessibili, e dove si aggregherà il pubblico. Valutate la luce e cercate di prevedere come sarà al momento della gara.

Poi trovate il punto di scatto, o anche più di uno se potete, in modo da cambiarli durante la gara stessa. Se avete scelto diversi punti di scatto accertatevi che possiate passare da uno all’altro, e viceversa, durante l’evento.

Andate quindi a verificare ciascuno di essi, e valutate

  • luce (al momento della gara)
  • prospettiva
  • inquadrature

I luoghi più idonei in cui appostarvi per scattare le fotografie sono quelli offrono le angolazioni migliori di pista e auto, ma anche quelli meno affollati e soprattutto con chiara e sicura visibilità, e con luce favorevole (al momento della gara).

Cercando il luogo migliore da cui scattare non dimenticate mai che deve trattarsi di un posto assolutamente sicuro per voi, e alla giusta distanza di sicurezza dalle auto e dal luogo in cui la gara si svolge.

Quando la gara è in corso e voi siete presi dalla fotografia, il tempi di reazione a un eventuale incidente sono ridotti e la vostra attenzione è altrove. Dovete quindi essere in zona sicurezza.

Congelare il movimento trasversale.

Come si fotografano soggetti in movimento

In linea di massima ci sono tre modi per fotografare l’auto in corsa:

  • congelando il movimento
  • evidenziando il movimento
  • accompagnandolo con il “panning” (tecnica che vediamo più avanti).

Il primo sistema – quello di congelare il movimento – va bene qualunque sia la direzione di movimento dell’auto rispetto all’osservatore. Che si muova trasversalmente (da dx a sx, o viceversa, restando alla stessa distanza da noi) o longitudinalmente (che si avvicini o allontani da noi).

Lo stesso vale se vogliamo invece evidenziare il movimento.

Il terzo invece – quello di accompagnare il movimento con la tecnica panning – va bene solo con auto che restano alla stessa distanza dal fotografo e si muovono trasversalmente (da dx verso sx, o viceversa).

Congelare il movimento

Il primo metodo per fotografare auto (ma anche moto o barche) in corsa è quello che permette letteralmente di bloccare il movimento, come se l’auto fosse assolutamente ferma. Detto appunto “congelare il movimento”.

Richiede:

  • tempo di scatto molto rapido. Il tempo dipende dalla velocità dell’auto (o del mezzo), ma considerate sempre sopra 1/2000 di secondo. Ideale usare 1/8000.
  • diaframma abbastanza aperto per sfocare lo sfondo e “staccarlo” visivamente dal soggetto, anche se questo porta ad avere una profondità di campo ridotta e richiede quindi una messa a fuoco molto accurata.
  • ISO adeguati per avere tempi molto rapidi.

Generalmente per questo scopo si usano tele, che permettono di isolare l’auto dal contesto. Se usate medi o grandangoli rischiate di impastare soggetto, pista e sfondo.

L’auto ferma infatti, stacca poco dal punto di vista visivo rispetto al resto della scena. Se non la isolate con l’inquadratura stretta rischiate che divenga poco impattante visivamente.

Per la messa a fuoco ci sono due tecniche, che comportano però anche diversi modi di scattare:

  • fuoco fisso
  • inseguimento

La tecnica del fuoco fisso prevede che si decida in anticipo in quale punto della pista andremo a scattare la nostra foto.

In pratica creaiamo preventivamente l’inquadratura in cui inserire l’auto e poi aspettiamo che arrivi a mettersi “in posa”.

Per farlo si mette a fuoco nel punto in cui vogliamo fotografare l’auto e poi si blocca la messa a fuoco in manual.

A questo punto non resta che scattare quando l’auto si troverà nel punto da noi scelto per la foto.

Facile a dire, più complesso a fare, vero. Ma non è affatto impossibile: serve solo pratica.

La nostra fotocamera permette infatti raffiche di scatti.

Per cui non dobbiamo fare altro che metterla su cavalletto, inquadrare il punto in cui vogliamo scattare, mettere a fuoco la pista dove sarà l’auto e bloccare la messa a fuoco.

Poi individuiamo sulla pista un punto di riferimento che si trovi poco prima del nostro punto di scatto.

Quando vedremo l’auto transitare davanti nel punto di riferimento faremo partire la raffica di scatti, e lasceremo il pulsante solo dopo che sarà uscita dal campo della nostra inquadratura.

Lo scatto perfetto sarà in quella sequenza.

Alternativa è quella di usare la fotocamera a mano, ma sempre mettendo a fuoco sul punto in cui aspettiamo la nostra auto per fotografarla e bloccando la messa a fuoco (quindi fuoco manual, no AF).

Anche in questo caso dobbiamo individuare il punto di riferimento che ci serva per capire quando la nostra auto sta per giungere nel luogo dove la vogliamo fotografare.

Quando vedremo l’auto arrivare da lontano dobbiamo inquadrarla (con il fuoco ovviamente bloccato) e seguirla, scattando a raffica dal momento in cui supera il nostro punto di riferimento fino a quando non esce dall’inquadratura.

Anche qui lo scatto perfetto sarà nella sequenza.

Evidenziazione del movimento con un tempo lento su moto trasversale.

Evidenziare il movimento

Per fotografare invece auto (moto, motoscafo, bici, etc) in corsa evidendiando il movimento (invece di congelarlo come visto sopra) dobbiamo usare una tecnica abbastanza simile alla precedente, ma con l’importante variante del tempo di scatto.

Se prima, per congelare, doveva essere molto molto rapido, qui, per rednere evidente il movimento il tempo di scatto deve essere lento.

Ovviamente lento quel tanto che basta per dare il senso del mosso, ma non troppo lento da rendere incomprensibile in veicolo che corre.

Si tratta di un confine molto sottile tra il senso visivo del congelato/in movimento/mosso.

Tempo troppo rapido il veicolo sembrerà affetto da micromosso, troppo lento verrà del tutto mosso se non addirittura irriconoscibile. Serve un tempo giusto che lo renda visivamente “in movimento”, ma permetta comunque di “leggere” in soggetto in maniera chiara.

Per il resto vale quanto detto sopra, salvo il fatto che si scatta da cavalletto, con inquadratura fissa. Scattando a mano… il mosso è garantito!

Avendo un tempo più lento, inoltre, si chiude il diaframma di qualche stop per avere bene nitido anche lo sfondo.

La domanda che tutti si porranno adesso è: quale tempo usare?

Non esiste una regola. Vanno fatte delle prove, perchè il tempo dipende direttamente dalla velocità del veicolo ed essa varia enormemente da tipo a tipo e dal genere di gara. Un ciclista in corsa e una F1 sono due mondi diversi.

Sfruttate eventuali prove in pista, o gare minori che di solito si tengono prima della principale, per testare e definire il tempo di scatto per questa tecnica di ripresa.

Panning per inseguire il movimento trasversale.

Accompagnare il movimento

Il terzo metodo è invece quello dell’inseguimento del soggetto per accompagnarne il moto.

Simile alla tecnica di scatto vista prima, quella che accompagna il soggetto con il teleobiettivo per congelarne il movimento, ma si effettua con tempo e scopo finale diversi.

Proprio per la sua dinamica – dello scatto e del risultato – si può usare solo con auto (moto, bici, etc. ) che si muovo trasversalmente rispetto al fotografo. Non è adatto se esse si avvicinano o allontanano.

In fotografia questa tecnica molto particolare è chiamata “panning”, dal verbo inglese to pan.

Consiste nel riprendere un soggetto in movimento seguendolo con l’obiettivo durante la fase di scatto. Ma a differenza di quanto visto prima (per congelare il moto), in questo caso il tempo di scatto è lungo e serve appunto per creare l’effetto “movimento lineare” nello sfondo.

Il soggetto risulta “fermo”, come se fosse congelato, ma lo sfondo viene totalmente mosso (parliamo di mosso lineare, ossia di “striatura”).

In questo modo si esprime a pieno il senso di “movimento” del soggetto rispetto allo sfondo. Ma allo stesso tempo se ne preserva la leggibilità, perchè il tempo di scatto è si “lungo”, ma non tanto da rendere confuso il soggetto stesso.

I tempi di scatto dipendono molto dal fotografo, dalla sua capacità di seguire il movimento con fluidità e regolarità, dalla sua esperienza, dal tipo di lente usata, e soprattutto dalla velocità del soggetto.

Generalmente parliamo di tempi come 1/8, 1/4, 1/2, anche 1 secondo.

In questo caso però dovete assolutamente fare prova prima, anche lungo una strada normale, per capire bene il movimento e la scelta dei tempi.

Applicando questa tecnica, in genere, lo sfondo diventa completamente mosso mentre il soggetto rimane abbastanza nitido.

L’immagine fornisce quindi un netto senso di “movimento” del nostro soggetto inseguito rispetto allo sfondo.

Anche per il panning la messa a fuoco deve essere manuale e fatta preventivamente nel punto in cui scattiamo la foto.

Congelamento del movimento longitudinale.

Usare autofocus o fuoco manuale?

Fino a ora abbiamo parlato sempre di messa a fuoco manuale, fatta prima per avere nitido il punto in cui fotograferemo la vettura.

Ma qualcuno si chiederà: perchè non usiamo l’autofocus?

Si, certamente è possibile usarlo, anzi. L’autofocus nasce per questo, ma nel nostro caso specifico il suo uso è abbastanza delicato e problematico.

Il problema dell’autofocus è che, fotografando auto in corsa, ci si trova con un soggetto abbastanza piccolo e in rapido movimento.

Per cui è necessario un sistema AF (camera+lente) estremamente performante e veloce, ma anche molto preciso.

Ed è necessaria anche una ottima esperienza di uso da parte del fotografo, perchè basta un minimo spostamento dell’inquadratura per mandare a fuoco lo sfondo piuttosto che il veicolo.

Quando usare l’autofocus

Se scattate da cavalletto è intuile, oltre che molto problematico, usare l’autofocus. Meglio mettere a fuoco preventivamente.

Se scattate a mano libera potete usare AF, ma ricordate sempre che un minimo fuori centro dell’inquadratura rispetto al soggetto (cosa facile mentre state inseguendo l’auto in corsa) rischia di mettere a fuoco lo sfondo… e non l’auto.

Questo vale soprattutto se l’auto si muove trasversalmente (da dx a sx, o viceversa) rispetto al fotografo.

In questo caso sempre meglio usare la tecnica del fuoco preventivo e scattare quando l’auto passa nel punto che abbiamo scelto (e messo a fuoco prima).

Tutto quello che abbiamo detto sull’autofocus vale indipendentemente dalla tecnica di ripresa scelta (congelamento, evidenziazione, accompagnamento del movimento).

Se invece l’auto (o altro veicolo) si muove longitudinalmente rispetto a noi, quindi si avvicina o si allontana, allora l’uso dell’autofocus (e parliamo di AF continuo, naturalmente, ossia di follow focus) può essere funzionale, se non addirittura utile.

Chiaro che il sistema camera+lente deve offrire un sistema AF veloce, affidabile e molto preciso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *