HDR, multiesposizione e bracketing: facciamo chiarezza

HDR, multiesposizione e bracketing: facciamo chiarezza

Rappresenta uno dei temi più discussi nell’ambito della fotografia digitale.

Parliamo dell’HDR, una tecnica di ripresa molto innovativa – resa possibile dall’avvento della fotografia digitale – che permette di ottenere immagini assolutamente spettacolari, ma sulla quale aleggia una vera e propria “nebbia culturale”.

Questa tecnica è infatti avvolta da un velo di mistero e leggenda, spesso alimentato dalla scarsa competenza di alcuni, dalla poca informazione di tanti e dalla promozione di pochi, che cercano di approfittare dell’entusiasmo e della ridotta esperienza di chi si avvicina alla fotografia.

Spesso, infatti, l’HDR viene proposto come una sorta di bacchetta magica che risolve qualsiasi problema di ripresa in condizione di luce difficili e che trasforma una foto del tutto banale in un capolavoro.

Ma così NON è.

HDR è solo una tecnica che permette di ampliare la gamma dinamica.

Lo si può ottenere con vari procedimenti, automatici e manuali, o misti. Ma di per se non fa una Foto.

Se l’HDR non viene applicato a una immagine ben inquadrata, visivamente costruita alla perfezione, dotata di ricco senso narrativo… diventa solo un effetto speciale, identico a uno dei mille filtri di PS.

Inoltre, sempre più spesso il termine HDR viene associato (e a volte confuso) con le parole “multiesposizione” e “bracketing”.

La confusione che si sta generando in rete è drammatica e tanti, soprattutto quelli che si stanno avvicinando al meraviglioso mondo della fotografia, vengono frastornati e spesso spinti fuori strada.

Di questa confusione si avvantaggiano alcuni che propongono, a pagamento, soluzioni “perfette” per fare HDR.

Andiamo quindi a fare chiarezza, una volta per tutte e in maniera univoca, su questo argomento.

HDR, multiesposizione e bracketing: facciamo chiarezza

Che cos’è l’HDR ?

HDR è un acronimo inglese che sta per High Dynamic Range. Tradotto diventa ampia gamma dinamica.

La gamma dinamica, in fotografia, è la capacità del sensore di registrare correttamente un determinato intervallo di grigi tra il bianco e il nero. Più essi sono, maggiore è la gamma dinamica di quel sensore. Vi rimando a uno specifico tutorial per capire a fondo la tecnica dell’HDR.

Qui mi limito a spiegare il senso pratico.

In una scena da fotografare abbiamo zone di massima luminosità (luci forti) e zone di minima luminosità (ombre più scure, per capirci). La differenza di STOP tra le corrette esposizioni sulle due zona rappresenta la gamma dinamica della scena.

Immaginiamo ora di avere appunto una scena in cui il punto di massima luminosità si espone correttamente a 1/4000, mentre il punto di ombra più profonda si deve esporre a 1 secondo. Facendo due conti ci rendiamo conto che tra luci e ombre ci sono 12 stop.

Se esponiamo per una media, ossia cerchiamo di fare una foto che registri sul sensore un buon compromesso tra luci e ombre, avremo che le luci forti saranno bruciate e le ombre profonde saranno del tutto nere. Avremo quindi perso dettagli e leggibilità sia sulle alte luci che sulle ombre profonde.

Per averle leggibili siamo costretti a fare una scelta.

  1. sovraesporre per avere leggibili tutte le ombre, ma perdendo così gran parte delle luci. Quindi non solo le alte luci, ma anche le luci normali.
  2. sottoesporre per avere leggibili tutte le luci, ma perdendo cosi gran parte delle ombre. Quindi non solo le ombre profonde, ma tutte le ombre.

Capiamo quindi che è impossibile fare una singola foto che ci renda leggibili tanto le alte luci quanto le ombre profonde. Questo deriva dal fatto che la gamma dinamica del sensore è troppo ridotta per poter abbracciare gli estremi della gamma dinamica della scena che stiamo fotografando. La coperta è corta.

La soluzione per avere tutto leggibile, nonostante la ristrettezza della gamma dinamica del nostro sensore (e qui Canon soffre più di Nikon), ci viene offerta dalla tecnica HDR.

Come funziona l’HDR?

Sostanzialmente, rifacendosi all’esempio di prima, l’HDR si basa su una serie di scatti della stessa scena fatti con esposizione diversa.

In teoria si dovrebbero fare scatti da cavalletto, con scatto flessibile, fissando fuoco, ISO e diaframma. Poi si procede con la variazione dei tempi di scatto.

  • Il primo scatto è quello che espone correttamente uno degli estremi, quindi ombre o luci a scelta.
  • Segue lo scatto medio.
  • Infine lo scatto finale, che espone correttamente l’altro estremo della scena.

Alla fine della nostra ipotetica sequenza di scatto abbiamo tre scatti che sono rispettivamente “giusti” per luci, mezzitoni e ombre.

Questo procedimento si chiama multiesposizione.

HDR, multiesposizione e bracketing: facciamo chiarezza

Che cos’è la multiesposizione?

Multiesposizione significa appunto fare una foto lavorando più scatti della stessa inquadratura.

La multiesposizione è un procedimento di ripresa che si usa per una infinità di lavorazioni e tecniche in fotografia digitale, tra cui:

  • HDR
  • startrail
  • cloudtrail
  • esposizione differenziale (un HDR totalmente manuale)
  • stacking noise reduction
  • focus stacking

Quindi la multiesposizione è la base di ripresa per l’HDR.

HDR con un solo scatto senza multiesposizione ?

Ci sono anche alcuni che sostengono la possibilità di fare HDR partendo da un solo scatto.

Ma aprire lo stesso unico RAW di uno scatto “medio” più volte, ogni volta con una variazione di esposizione da Camera RAW non è affatto la stessa cosa che avere scatti reali fatti sul campo con quelle diverse esposizioni.

Il vero HDR deve sempre necessariamente partire da una serie di scatti con diverse esposizioni realizzati appunto con una “multiesposizione”.

Di recente si è diffusa la tendenza di fare la serie di scatti per l’HDR con una curiosa variazione alla multiesposizione. Mi spiego.

La multiesposizione canonica, quella corretta, va fatta fissando tutti i parametri di scatto e ripresa:

  • messa a fuoco
  • ISO
  • diaframma
  • WB

L’unico parametro che varia per avere esposizioni diverse sono i tempi di scatto.

Alcuni variano in maniera arbitraria anche il diaframma. Questo porta ad avere una sorta di effetto Orton nell’HDR finale. Ma si tratta di un effetto senza controllo e senza alcuna possibilità di regolazione da parte del fotografo.

Da evitare.

Molto meglio applicare una tecnica simulazione Orton al risultato finale di un HDR fatto in maniera corretta.

HDR, multiesposizione e bracketing: facciamo chiarezza

Cos’è il bracketing?

Per avere una multiesposizione, come abbiamo detto, si devono variare i tempi di scatto. Generalmente questa operazione si fa a mano, scatto dopo scatto, agendo sulla rotella della fotocamera.

Questo però, soprattutto se avete un tele, può indurre spostamenti del complesso fotocamera-lente, portando gli scatti fuori allineamento.

Vero che poi con PS si può decidere di riallineare gli scatti, ma è sempre meglio arrivare alla fase di PP con una bella serie di scatti perfettamente allineati.

Una soluzione è offerta dalle fotocamere che prevedono la connessione WiFi, dato che tramite app è possibile variare i tempi di scatto senza toccare fisicamente la macchina.

Ma se non è disponibile sul vostro modello, potete sempre usare la funzione “bracketing”, ossia una multiesposizione in camera. Esiste su tutti i modelli, anche se con possibilità diverse, soprattutto per il numero di scatti della sequenza.

Basta impostare sulla fotocamera:

  • il numero di scatti che volete fare nella vostra sequenza
  • come volete variare l’esposizione nella sequenza
  • l’intervallo di stop tra gli scatti

Il numero di scatti del bracketing dipende dal modello di fotocamera. Di solito tutte hanno 2 e 3, alcune anche 5, modelli più evoluti arrivano a 7 o 10 scatti.

Il modo in cui varia l’esposizione nella sequenza significa fare:

  • 0,-,+ prima lo scatto centrale, poi quelli sotto e infine quelli sopra
  • -,0,+ partire dallo scatto più scuro e finire con quello più chiaro
  • +,0,- partire dallo scatto più chiaro e finire con quello più scuro

Infine dovete decidere di quanti stop (o frazioni di stop, quindi 1/3 o 1/2 stop) deve variare l’esposizione a ogni scatto.

Ricapitolando

HDR è una tecnica per avere foto con una gamma dinamica più ampia di quella del sensore

Multiesposizione significa fare una serie di scatti successivi variando l’esposizione

Bracketing è una funzione della fotocamera che permette di fare una serie di scatti successivi con esposizione variabile

Tecnicamente si usa il bracketing per dire alla macchina di fare una multiesposizione da cui ricavare la serie di scatti per creare un HDR.