Intervista a Ludovico Balena

Ludovico Balena

La fotografia secondo Ludovico Balena

Quando e come ha scoperto la fotografia?

Da bambino ricordo che odiavo essere fotografato da genitori e parenti, poi un giorno presi in mano una macchina fotografica giocattolo e mi sorpresi di quanto trovassi divertente stare dal lato opposto dell’obiettivo.

Ci racconti il suo primo approccio a quest’arte:

Durante i primi anni il mio approccio era semplicemente quello della foto ricordo scattata durante i viaggi con la famiglia, le gite scolastiche o comunque qualsiasi luogo trovassi interessante o degno di essere documentato.

Ricorda la sua prima foto?

La prima probabilmente la scattai all’età di quattro o cinque anni con la macchina giocattolo con cui mi divertivo da bambino, la prima fotografia scattata con l’intenzione di dedicarmi seriamente a questa disciplina invece risale al 7 marzo 2017, scattata sulle terrazze del Duomo di Milano al tramonto.

Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?

Dopo aver passato anni a scattare foto ricordo iniziai a dedicarmi più seriamente alla fotografia dopo aver deciso di abbandonare il mondo della pittura e del disegno, dopo aver sommariamente imparato a usare la triade tempi, diaframma, ISO in una notte cominciai a fare qualche viaggio in alcune città italiane al solo scopo di fotografarle, con il tempo e grazie al confronto con altre persone iniziai a capire meglio qualche concetto fondamentale come l’uso della luce.

E quali le sue tappe più significative?

La tappa più significativa credo sia stata il realizzare di poter creare attraverso la fotografia atmosfere e scenari evocativi che mi porto dietro sin dall’infanzia, da questo punto è poi partito quasi tutto il resto.

Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?

A costo di risultare ripetitivo, la fotografia è per me quel mezzo che mi permette di ricreare luoghi e atmosfere che mi accompagnano sin dall’infanzia attraverso film, fumetti, quadri, illustrazioni, è quindi uno strumento in grado di farti scavare attraverso i ricordi e cristallizzare delle sensazioni, tutto ciò oltre a permettere di sublimare scenari e situazioni che ad un occhio normale direbbero sicuramente meno.

E in termini pratici?

Il contatto con la realtà, in fotografia è per fortuna un passaggio obbligato, questa realtà può poi essere trasformata e reinterpretata, ma sarà sempre il punto di partenza. Senza contare il continuo studio, sia luoghi da fotografare che nuove tecniche, in questo modo si impara sempre qualcosa di nuovo e si rimane curiosi.

Fotografa anche per lavoro o solo per diletto?

Nell’ultimo periodo, con mia grande felicità, sta subentrando anche un aspetto lavorativo.

Ludovico Balena

Maestri e grandi fotografi

C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua fotografia?

Sì, più di uno in realtà, sia dal punto di vista di crescita che da quello della condivisone.

Ha avuto un vero e proprio “maestro” che l’ha aiutata a crescere?

La figura più vicina a questa definizione che abbia incontrato è quella di Fabrizio Fortuna, da lui ho imparato a capire la luce e come gestirla, mi sono costruito un “Pantheon” di fotografi e di estetica a cui attingere e fare riferimento, oltre ad aver trovato un amico con cui ridere e scherzare.

Gli scatti di Ludovico Balena

Cosa le piace fotografare?

Prediligo scenari urbani e in generale qualsiasi luogo dove l’uomo abbia messo mano o sia comunque presente.

Qual è il suo soggetto preferito?

Le grandi città di qualunque tipo, da quelle con una bellezza più classica come Venezia a quelle più moderne e contaminate come New York.

E il genere?

Quello che viene comunemente definito “Cityscape”, può variare da panoramiche più ampie a singoli dettagli di un edificio.

Ci racconti il suo concetto di inquadratura:

Cerco sempre di scegliere un’inquadratura ed una composizione che possano valorizzare e soprattutto contestualizzare il luogo che fotografo, questo obiettivo è per me di fondamentale importanza. Naturalmente poi trovo sia importante realizzare una composizione equilibrata e armoniosa che riesca a guidare l’occhio dell’osservatore nei punti d’interesse. Non amo ed evito di seguire le “regole del web” che spingono a realizzare scatti in verticale per una migliore fruibilità dai supporti mobili, decido un formato esclusivamente in base a come penso meglio si adatti ad una determinata situazione.

Che tipo di luci preferisce?

Prediligo scattare durante la “Golden Hour” e la “Blue Hour”, della prima situazione apprezzo molto la tridimensionalità data dalla luce radente e l’effetto che si viene a creare nelle città grazie alla foschia, della seconda invece amo molto il contrasto cromatico tra il cielo blu e i colori caldi delle luci oltre all’atmosfera soffusa e sognante.

Quante volte al mese esce per fotografare?

Ci sono periodi in cui mi capita di uscire a scattare più volte durante la settimana ed altri in cui resto fermo per mesi. Cerco sempre di portare con me una compatta quando esco di casa per comunque catturare eventuali luoghi o eventi interessanti.

Preferisce uscire da solo o in gruppo?

Dipende dal luogo e da quanto reputi importante la buona riuscita di un’uscita, nel secondo caso preferisco andare da solo per avere la piena libertà di tempi e movimenti, durante le uscite più tranquille invece apprezzo un po’ di buona compagnia.

I luoghi che preferisce fotografare?

Le città con cui sento più affinità o con cui ho legami particolari, ad esempio Venezia è una città che è tornata più volte all’interno della mia, ancor breve, vita fotografica.

Quelli che sogna di andare a fotografare?

Le grandi metropoli asiatiche, Tokyo e Hong Kong prima di tutte, la prima sogno di vederla da quando sono bambino e mi sembra già di conoscerla pur non essendoci mai stato, la seconda invece è forse il luogo più adatto per chi fa Cityscape.

Usa il bianco/nero con il digitale? Se sì, ci parli di questa tecnica e di come la interpreta.

Mi ci sono approcciato solo all’inizio seguendo lo stile che avevo adottato in disegno e pittura, una volta scoperto il colore e le possibilità che dà quest’ultimo prediligo lavorare sempre anche questo aspetto.

Ludovico Balena

Ludovico Balena e la post-produzione

Cosa pensa in generale della post-produzione?

Trovo sia una parte fondamentale della fotografia, importante quanto lo scatto e la pianificazione, è attraverso questa fase che riesco a personalizzare maggiormente le mie fotografie lavorando sulla luce e sui colori, amo perdermi nell’immagine mentre la lavoro curandone i minimi dettagli e ogni sfumatura.

Quali sono, secondo lei, i limiti etici della post-produzione?

Non amo pormi o porre dei paletti negli ambiti creativi, per scelta personale mi limito a intervenire, anche pesantemente, sulla luce e sui colori senza sfociare, ad esempio, nella manipolazione delle forme o nella sostituzione dei cieli, però non condanno chi usa anche questi mezzi, finché rimaniamo nell’ambito della fotografia creativa non si crea direttamente un danno a nessuno.

E’ lecito intervenire in maniera molto decisa ed evidente per migliorare luci e toni di una foto?

Assolutamente sì, come detto in precedenza, io vedo la fotografia come un mezzo per esprimere la mia visione della realtà, quindi uso ogni mezzo a mia disposizione per raggiungere il mio scopo, l’unico limite è il buon gusto, di conseguenza è importante continuare a studiare ed allenare il proprio occhio.

In che formato scatta?

RAW

Che software usa per la post-produzione?

Photoshop in combinazione con Camera RAW

Che tipo di interventi fa di solito in PP?

I tre passaggi più importanti e caratterizzanti sono: Dodge & Burn, Color Grading e gestione della luce, poi vengono altri interventi minori come nitidezza, vignettatura ecc.

Utilizza tecniche speciali come HDR?

Se lo ritengo necessario sì, non ho un’avversione particolare verso nessuna tecnica. Talvolta, in scenari con forti contrasti, unisco due scatti con le maschere di luminanza per rattoppare quelle che altrimenti sarebbero zone senza dettaglio.

Informazione

Legge riviste di fotografia?

Talvolta, non sono però un lettore appassionato di riviste in particolare

Consulta siti web di fotografia? Se si, ne consulta alcuni in maniera abituale come riferimento?

Sì, quotidianamente consulto 500px e JuzaPhoto per visionare le ultime fotografie pubblicate ed eventualmente qualche discussione

Partecipa a workshop o seminari?

Non nell’ultimo periodo

E fa parte di una associazione del settore?

No

Va a fiere e saloni di fotografia? Se si, li trova utili?

Sì, frequentando Milano questi eventi sono abbastanza frequenti, vedere i lavori di altri autori è sempre utile, sia fotografie di alto livello che magari meno interessanti, aiutano però a farsi un’idea di quelle che possono essere le ultime tendenze e le sperimentazioni

Fa parte di gruppi social di fotografia? Se si quali?

Sì, faccio parte di numerosi gruppi, come detto sopra, visionare lavori altrui è sempre una cosa positiva e aiuta a comprendere meglio i propri. Il gruppo facebook in cui mi trovo meglio e che preferisco frequentare è “GlobalPhoto – Il salotto buono della fotografia.”

Li considera utili per crescere fotograficamente?

Credo sia necessario fare una distinzione tra gruppi aperti al mondo e a diverse interpretazioni della fotografia e gruppi dove si tende a demonizzare tutto ciò che vada al di fuori del gusto degli amministratori, per questo ritengo sia utile frequentarne di diversi, per avere una visione più completa.

Mostre di fotografia

Visita mostre di fotografia?

Se di autori o tematiche di mio interesse sì.

Se si, quali sono quelle che ha apprezzato di più in assoluto?

Una mostra su Paolo Monti presso il Castello Sforzesco che documentava gran parte della sua vita e delle sue sperimentazioni ed un’altra alla Triennale su Luigi Ghirri, uno dei miei autori preferiti

Qual è stata l’ultima visitata?

L’ultima è stata “Steve McCurry Animals”, presso il Mudec a Milano

Ha realizzato sue mostre fotografiche?

No, ma mi piacerebbe molto, specie se incentrate su un viaggio o un tema in particolare

Le attrezzature di Ludovico Balena

Attualmente, quali fotocamere usa?

Uso una Sony A7R3 e una Sony RX100 Mark6

E quali obiettivi?

Sony 12-24 mm f/4, Sony 24-105 mm f/4, Sony 100-400 mm f/4.5/5.6

L’obiettivo che usa più spesso?

Direi che il 12-24mm ed il 24-105mm si equivalgono

Quali flash, se li usa?

Non uso flash

Qual è stata la sua prima macchina?

Una Sony A390

Come si è evoluta nel tempo la sua attrezzatura?

Sono passato da una Sony A390 con lenti da kit regalatami nel 2011 ad una Nikon D7200 con lenti più dignitose sino al ritorno a Sony di qualche mese fa con l’acquisto della A7R3.

Ha mai fatto un cambio integrale di marca?

Qualche mese fa sono passato da Nikon a Sony, pur essendo un ottimo corpo cominciavo a sentire troppo stretta la D7200, ascoltando qualche consiglio di persone fidate mi sono orientato su Sony, è stata una spesa non indifferente, ma sono molto soddisfatto del passaggio.

Dove acquista di solito le attrezzature? Fa spese online?

Solitamente acquisto online da negozi di comprovata affidabilità e con garanzia.

La pellicola

Mai lavorato in pellicola? Se no, sei interessato a provare?

Non mi ci sono mai approcciato seriamente, oltre a qualche scatto realizzato per gioco con qualche amico non ho fatto altro. Non mi dispiacerebbe provare a realizzare qualcosa di più serio nonostante il mio amore per il digitale.

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