Intervista a Marco Photos Vancini

Intervista a Marco Photos Vancini

Intervista a Marco Photos Vancini

La fotografia secondo Marco Photos Vancini

Quando e come ha scoperto la fotografia?
Nasce quasi per caso a seguito di un’alluvione avvenuta nella mia città, e volevo immortalare quell’ evento per poterlo rivedere poi gli anni successivi.

Ricorda la sua prima foto?
Il primo approccio come ho detto è avvenuto proprio a causa di un’alluvione, non avevo nessuna conoscenza fotografica, ma mi piaceva comunque riguardare le immagini che avevo fatto, senza badare troppo se la foto era dritta, figuriamoci se ragionavo sulle composizioni!

Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?
Quando ho capito che la fotografia stava iniziando a far parte della mia vita, ho iniziato a frequentare nelle mie zone corsi di fotografia base, per poter apprendere le conoscenze minime per una corretta composizione. ­

E quali le sue tappe più significative?
Sicuramente un passo importante è stato durante il master di fotogiornalismo tenutosi a Roma, dove ho iniziato realmente a leggere una fotografia, rendendomi conto di tante cose a cui prima non facevo caso.

Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?
Può rappresentare infinite cose, ma per me l’importante è raccontare ciò che vedo con i miei occhi.

E in termini pratici?
La mia valvola di sfogo.

Fotografa anche per lavoro o solo per diletto?
Sicuramente è partito tutto per gioco(come tutti), oggi occupa sempre più una parte importante anche nella sfera professionale.

Maestri e grandi fotografi

C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua crescita?
Mi capita spesso di incontrare fotografi durante le uscite fotografiche, ma dove posso dire di aver imparato, non tanto nello scatto, ma nella fase di lettura è stato durante il Master a Roma.

Ha avuto un vero e proprio “maestro”?
Un vero e proprio maestro no, ma mio padre, amante della fotografia mi ha dato spesso consigli.

Intervista a Marco Photos Vancini

Gli scatti di Marco Photos Vancini

Cosa le piace fotografare?
Adoro stare nella natura, quindi il mio genere spazia dal paesaggio alla fauna.

Qual è il suo soggetto preferito?
Non ritengo di avere un soggetto preferito, i paesaggi, l’astrofotografia e la fauna sono allo stesso piano, li divido in base al periodo dell’anno.

E il genere?
Tutto ciò che riguarda il mondo della natura.

Ci racconti il suo concetto di inquadratura:
Ovviamente una buona inquadratura parte da una giusta conoscenza delle regole dei terzi e delle linee di fuga, ecco i miei scatti partono da queste regole.

Che tipo di luci preferisce?
Sicuramente la luce dell’alba e del tramonto.

Quante volte al mese esce per fotografare?
Ogni volta che posso, magari alcune volte capita che esco meno, ma solamente perché sto studiando una nuova location.

Preferisce uscire da solo o in gruppo?
Cerco sempre di uscire in compagnia, cosi da poter scambiare due chiacchere specie quando le sessioni fotografiche si allungano di molte ore.

I luoghi che preferisce fotografare?
Sicuramente la montagna dove posso trovare tutto ciò di cui ho bisogno.

Quelli che sogna di andare a fotografare?
Beh la lista sarebbe abbastanza lunga, di posti interessanti il mondo ne è pieno, un grande sogno è fotografare la via lattea dalla Bolivia dal salar de uyuni

Usa il bianco/nero con il digitale? Se sì, ci parli di questa tecnica e di come la interpreta.
Non uso quasi mai il bianco e nero, non rientra nel mio genere fotografico, preferisco la bellezza dei colori.

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Marco Photos Vancini e la post-produzione

La sua opinione sulla post-produzione:
Sicuramente è uno step fondamentale nella fotografia, ma usata in modo sapiente, altrimenti può far danni.

Quali sono, secondo lei, i limiti etici alla post-produzione?
Non esistono limiti veri e propri, l’importante è non abusarne compromettendo la qualità del lavoro finale.

E’ lecito intervenire in maniera decisa ed evidente per migliorare luci e toni di una foto?
Assolutamente si.

Che software usa per la post-produzione?
Photoshop

Che tipo di interventi fa di solito?
Dipende dal tipo di fotografia, nel classico paesaggio si vanno ad enfatizzare i colori e i contrasti, nella fotografia notturna ad esempio per la via lattea, il procedimento cambia e di molto perché purtroppo molte cose non si riescono a vedere con uno scatto tradizionale.

Utilizza tecniche speciali come HDR?
Che si chiami HDR oppure multiesposizione in alcuni casi è obbligatorio per avere un’immagine leggibile dalle alte luci alle ombre più chiuse.

RAW, JPG e TIF

In che formato scatta di solito?
RAW

Se scatta in RAW, che software usa per gestire i file?
Tutto il lavoro, o quasi, lo svolgo tramite camera raw.

Ha mai provato con LightRoom? Se sì, cosa ne pensa?
Ho sempre usato Photoshop, mi sono ritrovato ad usare lightroom poche volte, mi sembra un programma interessante con grandi potenzialità.

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Informazione

Legge riviste di fotografia?
Le leggevo agli inizi, specialmente per avere nuove idee per gli scatti da fare.

Consulta siti web di fotografia? Ne consulta alcuni in maniera abituale, considerandoli un punto di riferimento?
Si, ne consulto un paio, dove poter scambiare opinioni non solo sulle immagini, ma anche sulle attrezzature.

Partecipa a workshop o seminari?
Organizzo workshop con un mio collega sulla fotografia di paesaggio.

E fa parte di una associazione del settore?
Si, io e un mio collega abbiamo creato un gruppo facebook dove organizziamo workshop e uscite collettive.

Va a fiere e saloni di fotografia?
Quando ho il tempo per poterlo fare molto volentieri.

Cosa ne pensa dei saloni, li trova utili?
Può essere utile per provare dei prodotti, inoltre ci si ritrova con altre persone del settore con cui parlare e farsi conoscere, quindi li trovo molto utili.

Fa parte di gruppi social di fotografia? Se si quali?
Gestisco con un mio collega un gruppo di fotografia su facebook: WIDE LENS ADVENTURES.

Cosa ne pensa? Li considera utili per crescere?
Ovviamente alla base di un gruppo deve esserci l’educazione, il modo in cui porsi per dare i giusti consigli è fondamentale, se il modo di porsi è corretto allora sicuramente si, possono aiutare a crescere.

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Mostre di fotografia

Visita mostre di fotografia?
Negli ultimi anni meno, dedico la maggior parte del tempo ai miei scatti

Se si, quali sono quelle che ha apprezzato di più in assoluto?
Sicuramente quelle dei grandi maestri della fotografia, Henry Cartier Bresson e Robert Capa.

Qual è stata l’ultima visitata?
Henry Cartier Bresson

Ha realizzato sue mostre fotografiche? Se sì, dove e quando?
Nelle città limitrofe alla mia spesso.

Ci racconti la più emozionante tra queste esperienze.
La più emozionante non è stata una vera e propria mostra, ma la prima pubblicazione di un mio scatto su National Geographic, era una foto di un tramonto fatto sulle dolomiti, e quando la vidi pubblicata sul loro sito fu un’emozione incredibile.

Le attrezzature di Marco Photos Vancini

Attualmente, quali fotocamere usa?
Attualmente la mia compagna di avventure è la nikon d750

E quali obiettivi?
Per via dei generi che faccio passo dai grandangoli ai supertele, utilizzo:

  • 20mm 1.8,
  • 50mm 1.8,
  • 24/70mm f2.8,
  • 70/200mm f2.8
  • 200/500mm f 5.6

tutto rigorosamente nikon.

L’obiettivo che usa più spesso?
Dipende, nei paesaggi uso spesso il 20mm mentre in fauna sia il 200 che il 500

Quali flash, se li usa?
Cerco sempre di utilizzare la luce ambientale

Qual è stata la sua prima macchina?
Ho iniziato con una bridge sony, la F828

Come si è evoluta nel tempo la sua attrezzatura?
Ho impiegato diversi anni a integrare le mie attrezzature, e purtroppo ancora non ho finito.

Ha mai fatto un cambio integrale di marca? Se sì, perché?
Si, ho iniziato con una bridge sony e poi sono passato alle reflex, ho scelto nikon sia per l’ergonomia sia perché in nikon ho trovato ciò che desideravo.

Dove acquista di solito le attrezzature? Fa spese online?
Acquisto online, risulta essere più conveniente.

La nostalgia della pellicola

Mai lavorato in pellicola?
Agli inizi ho scattato a pellicola, ti dava quell’emozione l’attesa di vedere gli sviluppi che il digitale non di darà mai.

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