Intervista a Simona Provetti

La fotografia secondo Simona Provetti

Quando e come ha scoperto la fotografia?

Non saprei dire il momento preciso; ricordo che da piccola desideravo ardentemente la Canon Snappy, probabilmente solo perchè era colorata…se ci ripenso sento ancora il jngle pubblicitario nella testa.

Mio zio me ne regalò un’altra, quella forse allora per noi costava troppo…triste e nera ma comunque la mia prima macchina fotografica.

Ci racconti il suo primo approccio a quest’arte.

Solo foto che può scattare una ragazzina nella più totale inconsapevolezza, però mi divertivo; ricordo il quantitativo di rullini fatti un’estate al Circeo con i miei zii romani; gli scatti erano una vera schifezza ma avevo catturato la gioia dello stare lì con loro…quando mi ricapitano tra le mani sorrido e penso ancora che sia stata una delle più belle estati della mia vita.

Ricorda la sua prima foto?

Sinceramente no, ma probabilmente un gatto…con loro sono abbastanza stalker anche adesso.

Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?

Io devo ancora imparare tutto, in realtà; il gioco di bambina è stato abbandonato per tanto tempo e ho ripreso in mano la macchina fotografica in maniera un po più continuativa e assidua da circa 2 anni.

E quali le sue tappe più significative?

Non avendo un percorso alle spalle non saprei cosa rispondere…posso dire quello che mi piacerebbe avere…vorrei imparare, ma con i miei tempi e senza trasformare una passione in una malattia, completamente svuotata del suo aspetto emotivo ed emozionale…vorrei che per me fosse sempre gioia.

Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?

Mi capita spesso di pensare che sia un peccato che gli occhi non possano scattare…la fotografia è il mio modo per cercare di dar loro una mano; non penso a me stessa come a una fotografa, non sono in possesso delle competenze per definirmi tale, mi vedo più come una cristallizzatrice di momenti.

La fotografia è il modo per fermare un’emozione e sperare che chi guarda il mio scatto la percepisca, è un modo di parlare di me e di farmi conoscere…in silenzio.

E in termini pratici?

In termini pratici è un grande antistress, un modo per conoscere luoghi in cui magari non andrò mai, attraverso gli scatti degli altri e far viaggiare chi non può attraverso i luoghi che invece avrò l’occasione di vedere io; è uno stimolo contro la pigrizia, un propulsore verso l’esterno…ti rende curioso in modo sano.

Fotografa anche per lavoro o solo per diletto?

Solo per diletto; la macchina fotografica è come una buona amica in questo viaggio.

Intervista a Simona Provetti

Maestri e grandi fotografi

C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua fotografia?

Direi di no, semplicemente amo osservare e cerco di allenare i miei occhi a farlo..la fotografia ti insegna a vedere.

Ha avuto un vero e proprio “maestro” che l’ha aiutata a crescere?

Purtroppo no, e dico purtroppo perché mi sarebbe piaciuto molto e mi piacerebbe tutt’ora avere un punto di riferimento da cui apprendere.

Simona Provetti

Gli scatti di Simona Provetti

Cosa le piace fotografare? Qual è il suo soggetto preferito? E il genere?

Adoro la natura, ma non ho un soggetto preferito; difficilmente esco con l’idea di una foto programmata…sono piuttosto istintiva da questo punto di vista…la reflex mi accompagna se faccio un giro e se qualcosa mi cattura provo a portarlo via con me…potrebbe essere un paesaggio, un minuscolo dettaglio che magari ha senso solo per me, qualcosa di insignificante ma baciato dalla luce in un modo particolare…difficilmente saranno persone, di solito l’elemento umano mi disturba.

Ci racconti il suo concetto di inquadratura:

Mi guida solo il mio occhio e quello che il soggetto che ho di fronte mi suscita.

Che tipo di luci preferisce?

Assolutamente quella naturale.

Quante volte al mese esce per fotografare?

Meno di quanto vorrei, ma nei fine settimana in cui si decide di fare un giretto porto la macchina fotografica con me; quando arrivano le ferie mi sfogo.

Preferisce uscire da solo o in gruppo?

Solitamente esco con mia marito, grande trasportatore di attrezzatura ma spero di avere l’occasione in futuro di poter condividere questa esperienza in gruppo, potrebbe essere divertente.

I luoghi che preferisce fotografare?

Non ho un luogo preferito…cerco il bello nel luogo in cui mi trovo…potrebbe essere un grande spazio aperto come un minuscolo particolare architettonico, un insetto, una macchia di colore.

Quelli che sogna di andare a fotografare?

L’Africa e San Francisco…se vincessi tanti soldi probabilmente non comprerei niente ma li spenderei tutti per viaggiare; più che altro mi piacerebbe tornare in alcuni luoghi dove sono già stata, con gli occhi e la capacità di osservazione di adesso, la Polinesia e il Portogallo su tutti.

Usa il bianco/nero con il digitale? Se sì, ci parli di questa tecnica e di come la interpreta.

Non l’ho mai usato direttamente dalla macchina fotografica, ma mi capita di virare alcune foto; in verità mi piace molto e su certi scatti conferisce quel qualcosa in più…intensifica le emozioni.

Simona Provetti

La post-produzione

Cosa pensa in generale della post-produzione?

Non ho nulla in contrario, sono per la libertà di scelta sugli strumenti da utilizzare…alla fine ognuno tratta i propri scatti come meglio crede.

Quali sono, secondo lei, i limiti etici della post-produzione?

Molto dipende all’uso a cui è destinata la foto, reputo fondamentale evitare manipolazioni che possano arrecare danni a persone o luoghi.

E’ lecito intervenire in maniera molto decisa ed evidente per migliorare luci e toni di una foto?

Se si è consapevoli che l’effetto potrebbe risultare innaturale e forzato, ma si vuole così, non sarò io a dire di no…non posso sapere che idea ha in mente chi ha realizzato lo scatto, preferisco comunque un effetto più soft.

In che formato scatta?

Al momento solo in jpeg; con estrema sincerità dico che non ho le conoscenze né il programma adatto a sviluppare un file raw.

Che software usa per la post-produzione?

Trasferisco le foto dalla macchina al cellulare e uso solo snapseed.

Che tipo di interventi fa di solito in PP?

Nitidezza,luminosità, saturazione…dipende anche dal soggetto della foto e non solo da come è uscito lo scatto.

Simona Provetti

Informazione

Legge riviste di fotografia?

No.

Consulta siti web di fotografia? Se si, ne consulta alcuni in maniera abituale come riferimento?

No, ma dovrei cominciare a guardare qualche tutorial per capire un po di più.

Partecipa a workshop o seminari?

Non ne ho ancora avuto l’occasione, ma mi piacerebbe.

E fa parte di una associazione del settore?

No

Va a fiere e saloni di fotografia? Se si, li trova utili?

No.

Fa parte di gruppi social di fotografia? Se si quali?

Faccio parte di un solo gruppo Fotografia Insieme.

Li considera utili per crescere fotograficamente?

Penso di sì, se si ha la fortuna di relazionarsi con persone disponibili e intelligenti, che non considerano il loro “sapere” come qualcosa da tenere segreto; condivisione nel suo senso più profondo dovrebbe essere il valore aggiunto dei social…possono nascere belle amicizie e si possono fare belle esperienze.

Simona Provetti

Mostre di fotografia

Visita mostre di fotografia? Se si, quali sono quelle che ha apprezzato di più in assoluto? Qual è stata l’ultima visitata?

Ne ho visitata solo una, ma voglio ripetere l’esperienza in futuro se capiterà l’occasione; sono incappata in quella di Steve McCurry mentre ero in vacanza in Puglia ed è stata una bella esperienza conoscere la storia dietro a quegli scatti.

Le attrezzature di Simona Provetti

Attualmente, quali fotocamere usa?

Nikon D3300

E quali obiettivi?

Nikkor 18-105, Tamron 70-300, Sigma 10-20.

L’obiettivo che usa più spesso?

Per praticità se sono in giro il 18-105, ma esco sempre con tutto a seguito, sempre grazie al marito trasportatore di cui abbiamo parlato all’inizio.

Quali flash, se li usa?

Non li uso.

Qual è stata la sua prima macchina?

A parte quella avuta da bambina, una reflex Nikon F65 a pellicola, con un obiettivo Tamron 28-200.

Come si è evoluta nel tempo la sua attrezzatura?

È arrivata la prima digitale, una Canon EOS 400D con obiettivi Canon 18-55 e 55-200.

Ha mai fatto un cambio integrale di marca? Se sì, perché?

Più che un cambio un ritorno a Nikon con la mia macchina fotografica attuale, un regalo di mio marito, il più grande sostenitore alla possibilità di veicolare con questo bello strumento il mio modo di sentire.

Dove acquista di solito le attrezzature? Fa spese online?

Il corpo macchina è stato acquistato in negozio e aveva già in dotazione il 18-105, gli altri 2 obiettivi online.

Simona Provetti

La pellicola

Mai lavorato in pellicola?

La mia prima Nikon era in pellicola, ma ho sempre scattato in automatico.