Intervista ad Andrea Savi

Andrea Savi

La fotografia secondo Andrea Savi

Quando e come ha scoperto la fotografia?

La passione per questo splendido mondo nacque con la nascita del mio primo figlio e l’esigenza di volerlo fotografare, parliamo di circa 18 anni fa, quando la fotografia digitale cominciava lentamente a mettere piede nelle nostre vite con le prime compattine da pochissimi megapixel, che facilitavano molto l’acquisizione di ogni singolo scatto al pc, baipassando il lungo e costoso (all’epoca…) procedimento per trasformare uno scatto analogico in digitale…

Ci racconti il suo primo approccio a quest’arte

Come tutti cominciai ad acquistare la mia prima fotocamera, ricordo come fosse ieri la mia prima compattina Samsung da 2 megapixel…mi sentivo (ingenuamente) già un “photographer”, andavo in giro per lavoro e la portavo sempre con me, ed ogni occasione era buona per utilizzarla, fu proprio in questo primo periodo che cominciai ad appassionarmi alla fotografia macro ed ai suoi insetti (ovviamente con risultati molto scadenti, mi capita di rivedere oggi qualche scatto…e non nascondo che mi faccio una risatina…), ricordo che cambiai fotocamera a favore di una con lo zoom che permetteva appunto di scattare delle macro a distanza ravvicinatissima di 1cm!

Ricorda la sua prima foto?

Ricordo come fosse ieri il primo vero scatto fatto a mio figlio seduto in balcone ed io dall’alto immortalavo il suo testone ed i suoi occhi che mi guardavano incuriositi…Lo conservo ancora oggi molto gelosamente…

Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?

Nel mio primo decennio di passione fotografica sono stato un autodidatta unicamente solitario, seguivo online i più bravi cercando di imitarli ma essendo solo, la mia “crescità” era molto molto lenta e frammentata…

La svolta è avvenuta nel corso del 2015 quando grazie ai social, ho allargato le mie amicizie fotografiche ed ho avuto l’opportunità di partecipare a qualche uscita fotografica di gruppo confrontandomi con altri appassionati più o meno evoluti che, tra un consiglio e l’altro, hanno contribuito a colmare le lacune iniziali…

Oggi esco spesso col mio consolidato gruppetto di amici fotografi a scattare qualsiasi genere fotografico, anche se nel corso degli anni ho maturato maggiormente l’esperienza nel campo che maggiormente prediligo, quello paesaggistico!

E quali le sue tappe più significative?

Come detto in precedenza, una tappa fondamentale è stata quella di confrontarmi continuamente con altri appassionati cercando di fare tesoro dei vari consigli appresi nel vari incontri…

Successivamente una grossa “mano” l’ha data la nascita dei tutorial su youtube che grazie al video di qualche bravo appassionato, si riusciva a mescolare la teoria con la pratica rendendo l’apprendimento molto più facile e diretto!

Ancora oggi mi capita di documentarmi su questo canale per approfondire le mie conoscenze o colmare qualche lacuna…!

Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?

La fotografia per me non è semplicemente un punta e scatta, ma è un occasione per “evadere” un attimo dal quotidiano e trascorrere qualche oretta spensierata con gli amici a stretto contatto con la natura, ammirando i colori che in certe occasioni riesce a regalare emozionando!

E in termini pratici?

E’ un modo di esprimere il mio stato d’amimo, le mie emozioni guardando dentro un obiettivo…

Fotografa anche per lavoro o solo per diletto?

Mi capita di vendere qualche scatto, qualche lavoro fotografico, immortalare qualche evento ma al momento non faccio il fotografo professionalmente…

Andrea Savi

Maestri e grandi fotografi

C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua fotografia?

Con la massima onestà dico di no…, non ho mai avuto la fortuna di “scontrarmi” con qualche grosso nome dell’ambiente al livello nazionale odierno o del passato!

Ha avuto un vero e proprio “maestro” che l’ha aiutata a crescere?

Anche qui non posso dire di aver avuto qualcuno che mi ha “cresciuto” fotograficamente parlando, posso solo vantare l’amicizia del grande maestro Vittorio Alì, conosciutissimo fotografo catanese, che con i suoi scatti ha reso grande la città di Catania…

Andrea Savi

Gli scatti di Andrea Savi

Cosa le piace fotografare?

Prediligo in primis il mondo paesaggistico perché mi permette di scattare in compagnia ed a contatto con la natura e di captarne ogni sua sfumatura, di scegliere il momento/periodo più opportuno, che sia di giorno o di notte non importa.

Mi capita a volte di ritornare nello stesso posto perché ogni momento non è mai uguale ad un altro, cambia la luce, le condizioni atmosferiche, la scena ecc.!

Qual è il suo soggetto preferito?

Nessuno in particolare, qualsiasi cosa che riesca a suscitarmi interesse…a volte utilizzo me stesso come soggetto nei miei scatti…

E il genere?

Come detto in precedenza, preferisco immortalare un paesaggio, uno scorcio di natura contornato dai suoi colori e loro sfumature che fanno da cornice al medesimo, ma in generale fotografo un po’ tutto spaziando dalla fotografia macro al ritratto, da quella sportiva all’avifauna, ecc., tutto quello che può colpire i miei occhi raccontato attraverso l’obiettivo…

Ci racconti il suo concetto di inquadratura:

Quando esco a fotografare, prima faccio un sopraluogo, cerco di captare quali potranno essere i punti d’interesse, le linee guida che potranno arricchire la scena, i tempi da impiegare in base al vento e alla luce, cosa includere di interessante dentro lo scatto e cosa escludere sin da subito, scegliendo in modo opportuno un inquadratura orizzontale o verticale in tal proposito!

Che tipo di luci preferisce?

Beh, da un paesaggista non potrebbe che essere la luce naturale quella preferita, la più bella, possibilmente la luce soft del tramonto che garantisce un atmosfera unica e delle sfumature mozzafiato…

Raramente utilizzo la luce artificiale, può capitare nelle notturne per illuminare la scena in qualche zona o oggetto molto buio, o in qualche ritratto per schiarire le ombre o in controluce…

Quante volte al mese esce per fotografare?

Occupandomi d’altro, spesso esco nel fine settimana o qualche notturna infrasettimanale, in media 3/4 volte al mese (dipende dal periodo/stagione)!

Preferisce uscire da solo o in gruppo?

Sicuramente in gruppo di poche unità per svariati motivi sopra citati (in compagnia qualsiasi cosa è più bella ed allegra), ma anche legati ad un discorso di sicurezza a 360 gradi, cosa che molti sottovalutano quando si avventurano giorno o notte in sentieri isolati o posti pericolosi!

I luoghi che preferisce fotografare?

Preferisco spiagge o corsi d’acqua che creano quel dinamismo alla scena, oppure quelle zone con forti contrasti di luci ed ombre che creano bellissimi chiaro/scuro sempre emozionanti…

Da recente ho fatto un tour fotografico con altri miei 2 colleghi/amici alle famose 5 terre liguri soggiornando a La Spezia, 6 giorni intensi e pieni di emozioni, dove non si è sentita la stanchezza delle camminate e scalate (con attrezzatura fotografica pesante a seguito…) pur di portare a casa lo scatto tanto atteso e voluto…

Quelli che sogna di andare a fotografare?

Beh la lista è lunga…mi piacerebbe andare un giorno negli “USA”, e fotografare i grattacieli luminosi e i famosi ponti americani, nonché le lunghissime strade americane che collegano i vari stati e che si perdono nello sfondo di caldo afoso tremolante…

Oppure in Islanda a fotografare la famosa Aurora Boreale…Ma al mondo c’è tanto da vedere e fotografare, ci vuole tempo e…

Usa il bianco/nero con il digitale? Se sì, ci parli di questa tecnica e di come la interpreta.

Riguardo il bianco e nero, essendo amante dei colori difficilmente lo interpreto nei miei paesaggi, mi capita in qualche portrait per esaltare quel che è lo sguardo e la scena…però c’è da dire una cosa importante a riguardo…

Molti utilizzano il bianco e nero in digitale come “ancora di salvataggio” su di uno scatto erroneamente bruciato che sarebbe da buttar via…ma il vero bianco e nero deve essere a mio avviso studiato già prima dello scatto, si deve creare la scena (specie in studio) già con i contrasti giusti…si devono scegliere bene i colori che nello scatto si trasformeranno in sfumature di bianco e nero…

Andrea Savi

Andrea Savi e la post-produzione

Cosa pensa in generale della post-produzione?

Sicuramente serve tanto per valorizzare un proprio scatto, per oltrepassare i limiti dei sensori odierni in termini di recupero luci/ombre ecc., ma non bisogna incombere nell’errore che molti fanno e cioè di di scattare alla meno peggio, in modo superficiale senza regole…pensando “tanto poi c’è Photoshop”…assolutamente no: lo scatto va pensato sempre prima, magari conoscendo la propria attrezzatura ed i suoi limiti, in modo da intervenire accuratamente e miratamente in post produzione!

Quali sono, secondo lei, i limiti etici della post-produzione?

Il discorso è molto ampio e soggettivo, non esiste un vero e proprio “limite” a riguardo, un amico un giorno mi disse: ”Una buona post la si ha quando…al termine di uno scatto non la si nota evidentemente…”

E’ lecito intervenire in maniera molto decisa ed evidente per migliorare luci e toni di una foto?

Partendo dal fatto che un sensore non ha la gamma dinamica dell’occhio umano, l’intervento più o meno deciso sulle luci e toni di una foto, sono molto soggettivi, mi ricollego al discorso precedente…

In che formato scatta?

Ovviamente nel formato “grezzo” raw!

Che software usa per la post-produzione?

Photoshop, molto raramente altri e solo per altri scopi…

Che tipo di interventi fa di solito in PP?

Correzione prospettica e allineamento dell’orizzontale (se serve), bilanciamento del bianco, correzione luci/ombre ecc., taglio, nitidezza e altro (se serve, in base allo scatto)!

Utilizza tecniche speciali come HDR?

Non sono un amante dell’ HDR automatizzato via software (troppo finto ed irreale in alcuni casi), mi piace decidere io luci e colori della scena, lo scatto deve essere “frutto” del mio modo di vedere la realtà (che poi è quello più reale possibile alla scena immortalata), a tal proposito spesso utilizzo la multi esposizione manuale per poi unirla con le maschere di luminanza in post, lavorando su ogni singola maschera!

Informazione

Legge riviste di fotografia?

Mi capita raramente ma non le vado a cercare appositamente…

Consulta siti web di fotografia? Se si, ne consulta alcuni in maniera abituale come riferimento?

Si, normalmente seguo (ed ho un profilo su) Flickr, Photo4U e JuzaPhoto che tratta anche test sulle attrezzature fotografiche!

Partecipa a workshop o seminari?

No per mancanza di tempo, mi affido alla “rete” per documentarmi!

E fa parte di una associazione del settore?

No!

Fa parte di gruppi social di fotografia? Se si quali?

Svariati (per correttezza preferisco non citarne nessuno) su Facebook e Instagram!

Li considera utili per crescere fotograficamente?

Onestamente no (o molto poco) per la maggioranza dei casi, nei social purtroppo regna (fotograficamente parlando) l’ignoranza e la presunzione di sentirsi già arrivati avendo una relfex in mano…e quelle poche critiche fatte o ricevute sono spesso interpretate male generando discussioni o attacchi gratuiti che ormai, sono all’ordine del giorno…inoltre vedo poca voglia da parte dei più “bravi” di “svelare” i propri segreti…

Andrea Savi

Mostre di fotografia

Visita mostre di fotografia?

Raramente, giusto quelle di qualche amico o gruppo dove mi capita di partecipare…

Se si, quali sono quelle che ha apprezzato di più in assoluto?

Quella dove ho anche partecipato di recente, riguardante l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa!

Qual è stata l’ultima visitata?

Come detto in precedenza, intitolata “Idda A Muntagna”!

Ha realizzato sue mostre fotografiche? Se sì, dove e quando?

Mia personale mai, ho partecipato a diverse mostre in gruppo!

Ci racconti la più emozionante tra queste esperienze.

Sicuramente la mostra/gara fotografica fatta per beneficienza sponsorizzata da “Telethon” ad Acitrezza (CT) nel 2015, dove ho partecipato con un mio scatto arrivando primo nella categoria d’appartenenza!

Le attrezzature di Andrea Savi

Attualmente, quali fotocamere usa?

Sony A7 III

E quali obiettivi?

  • Voightlander 12mm F5.6
  • Sony 24-105mm F4 G OSS
  • Canon 16-35mm F4L IS (con adattatore sigma MC11)
  • Sigma 50mm F1.4 ART (attacco canon con adattatore sigma MC11)
  • Canon 100-400mm F4.5-5.6L IS II (con adattatore sigma MC11)
  • Pentacon Practicar 135mm F2.8 MC manuale (con adattatore Practicar/Sony E-Mount)

L’obiettivo che usa più spesso?

Canon 16-35mm F4L IS

Quali flash, se li usa?

Raramente utilizzo un Gotox TT685S TTL (HSS 1/8000s GN60)

Qual è stata la sua prima macchina?

Compattina Samsung digimax 200 – 2MP

Come si è evoluta nel tempo la sua attrezzatura?

Tralasciando le compattine amatoriali, cominciai nel campo reflex con la Canon 350D, Canon 450D, Canon 60D, Canon 6D + Canon 80D (in contemporanea per usi diversi), Canon 6Dmk2, fino ad arrivare oggi alla Sony A7 III (tralascio le varie ottiche cambiate nel corso del tempo).

Ha mai fatto un cambio integrale di marca? Se sì, perché?

Come si evince dal messaggio precedente si, quest’anno ho cambiato brand e son passato nel mondo mirrorless con la Sony A7 III, semplicemente perché paesaggisticamente (ma non solo) parlando, sforna (a mio avviso) i migliori file in termini di lavorabilità in post con una fedeltà dei colori e nitidezza schiacciante rispetto alla concorrenza di pari livello!

Dove acquista di solito le attrezzature? Fa spese online?

Di solito essendo da diversi anni nel campo, mi oriento sul buon usato per i miei acquisti, per il resto quasi sempre online!

La pellicola

Mai lavorato in pellicola? Se no, sei interessato a provare?

Ho scattato con la pellicola da bambino, come un…bambino appunto!
Non sarei interessato a provare qualcosa che oramai credo sia “morto”, però avrei un certo interesse a conoscere i segreti di post produzione dell’epoca (perché, molti non sanno che la post produzione/manipolazione delle foto è sempre esistita, c’è sempre stata ovviamente in modo diverso da come la intendiamo oggi)…

Info di contatto

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