Come fare un cloudtrail

Che cos’è il cloudtrail

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Prima di capire come si fa un cloudtrail, vediamo di capire cosa sia. Parola misteriosa, poco usata, che deriva da stratrail.

Il termine startrail, composto dalle parole inglese star (stella) e trail (percorso), indica una tipologia di immagini realizzate con una particolare tecnica che consente di “fotografare” il percorso delle stelle nel cielo.

Si tratta maturalmente di un percorso apparente, perchè sappiamo bene che è la Terra a ruotare su se stessa rispetto al cielo stellato, che è invece fermo. Ma essendo noi sulla Terra, percepiamo questo movimento come una rotazione del cielo.

Come sappiamo, facendo una lunga esposizione di un oggetto luminoso in movimento la fotocamera registra tutte le posizione della sorgente di luce, creando appunto una scia che rappresenta il percorso fatto nel periodo di tempo in cui l’otturatore è rimasto aperto.

Si tratta naturalmente di scie curve, perchè sappiamo che il movimento apparente delle stelle è appunto circolare e incardinato su un punto fermo rappresentato dalla Stella Polare.

Quando si lavorava in pellicola era sufficiente fare uno scatto di 1, 2, 3 ore o anche più per trovarsi sulla pellicola le scie del movimento delle stelle.

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Tecnica startrail

Con la fotografia digitale, per evitare pose troppo lunghe, si preferisce usare appunto la “tecnica startrail”.

Essa prevede di frazionare il vecchio scatto unico (da 1, 2, 3 ore, etc) in una serie di scatti da 30 secondi ciascuno senza intervallo tra loro (solo il tempo naturale di ricarica dell’otturatore, inferiore al secondo).

La durata di questa serie di scatti sarà uguale al vecchio tempo lungo, quindi 1, 2, 3 ore o più.

Una volta scaricati i RAW sul computer si procede allo sviluppo di base, ossia:

  • correzione lente
  • bilanciamento del bianco
  • riduzione del rumore

e si salvano le immagini in TIF, o anche JPG di alta qualità per risparmiare spazio sul disco.

A questo punto entra in gioco un software gratuito che si chiama stratrails.exe e che si scarica liberamente dal sito del suo creatore. Semplice, leggero, ma solo in inglese e tedesco.

Il suo uso è molto facile. Basta caricare la serie di scatti e avviare il procedimento di fusione.

Una volta finito il suo lavoro, il software mostra l’immagine finale e non ci resta che cliccare sull’iconcina del disco per salvare con nome la foto finita.

Il nostro startrail è pronto e – volendo – lo possiamo raffinare con una ulteriore postproduzione.

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Tecnica cloudtrail

Da questo principio deriva il concetto di “cloudtrail”. Ma di cosa si tratta?

Parliamo di una tecnica creativa molto divertente che permette di creare immagini del tutto simili a dipinti sfruttando il movimento delle nuvole nel cielo.

Il principio è simile a quello dello startrail appena visto, ma ci sono due differenza basilari. Una pratica e una tecnica.

La differenza pratica è non si fa una serie continua di scatti, ma intervallata.

Quella tecnica è che mentre le stelle hanno un percorso regolare e a velocità uniforme… le nuvole no. Vanno dove vogliono e come vogliono.

Da un lato questo complica le cose, ma dall’altro rende possibile ottenere immagini molto particolari, simili appunto a un dipinto.

Perchè lo scattare foto delle nuvole in movimento con un intervallo regolare tra i fotogrammi comporta la trasformazione del loro spostamento in tante pennellate, piuttosto che in una unica scia sfumata come avviene con i tempi lunghi.

Per capire meglio, vediamo la differenza con una tecnica molto simile, quella dei “tempi lunghi simulati”.

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Tempi lunghi simulati e cloudtrail: le differenze

Immaginiamo di avere un bel cielo nuvoloso.

Per simulare uno scatto di 10 minuti, invece di lasciare aperto per tutto quel tempo il nostro otturatore, possiamo fare 20 scatti da 30 secondi (o anche 40 da 15 secondi) per coprire i nostri 10 minuti di ripresa frazionandoli.

In questo caso tra gli scatti ci sarà intervallo zero, ossia il solo tempo di ricarica dell’otturatore, praticamente scattando a raffica.

Quando andremo a fondere il nostro gruppo di scatti otterremo la simulazione di uno scatto lungo 10 minuti.

Le nuvole appariranno come scie sfumate e unitarie, come nella visione classica di uno scatto a lunga esposizione.

Se volessimo invece fare un cloudtrail il procedimento di ripresa sarebbe diverso. Gli scatti della sequenza, indipendentemente dal loro tempo di scatto, sarebbero intervallati tra loro.

Tempo di scatto del cloudtrail

La durata del tempo di scatto e dell’intervallo dipende da:

  • velocità delle nuvole
  • direzione delle nuvole
  • tipo di effetto che vogliamo ottenere

In teoria anche una sequenza di scatti continui fatta per una esposizione con “tempi lunghi simulati” potrebbe essere usata per un cloudtrail.

Basterebbe infatti scartare uno scatto ogni due, ossia usarli uno si e uno no.

In questo modo però avremo scatti da 30 secondi intervalllati di 30 secondi tra loro e non è detto che questa scelta di tempo di scatto e intervallo tra gli scatti sia adatta alla situazione del cielo.

Il segreto del cloudtrail risiede infatti nella scelta di questi due tempi:

  • tempo di scatto
  • intervallo tra gli scatti

Due parametri che possono far cambiare anche di molto il risultato finale, facendo la differenza tra una foto fantastica e una banale.

Come realizzare il cloudtrail

Da un punto di vista pratico il primo passo da fare è quello di trovare una bella situazione di paesaggio con un ottimo primo piano e un bel cielo nuvoloso in evoluzione.

Si compone poi l’inquadratura dando ovviamente ampio spazio al cielo, da mezza inquadratura a 2/3.

Poi vanno analizzate la direzione delle nuvole, per capire come saranno orientate le scie che esse andranno a formare in foto, e la loro velocità di movimento, per capire che tempo di scatto impostare e che intervallo tra gli scatti usare.

Poi si inizia la sequenza di ripresa, che generalmente è molto ampia (ossia lunga) perchè non possiamo sapere in anticipo come evolverà quel cielo.

Tornati in studio si sviluppano tutti i RAW e si produce una serie di TIF, o JPG alta qualità per risparmiare spazio sul disco.

Passaggi di sviluppo del RAW

I passaggi da fare un fase di sviluppo RAW sono:

  • correzione lente
  • bilanciamento del bianco
  • riduzione rumore

Poi si caricano le immagini nel programma startrails.exe e si attiva la funzione BLEND come per creare uno startrail “leggero”.

La schermata del programma startrails.exe e come usarlo

Il risultato finale difficilmente ci piacerà.

Anzi, saremo quasi certamente delusi.

Questo perchè non abbiamo fatto una scelta del gruppo di scatti da lavorare, ma appunto li abbiamo lavorati tutti.

Il secondo segreto di questa tecnica, infatti, oltre a quello della corretta scelte dei due tempi (scatto e intervallo) in base alla velocità delle nuvole, risiede nella scelta della giusta sequenza di scatti da lavorare.

Dobbiamo infatti scorrere le foto e capire quale sia il gruppo in cui le nuvole fanno un determinato movimento che diverrà poi una bella scia. Non è difficile.

Basta usare un programma di image browsing come ad esempio Adobe Bridge o simili per vedere tutte le foto insieme in formato thumbnail. In breve si impara a capire dove inzia una fase di movimento delle nuvole e dove finisce.

A quel punto basterà lavorare solo quel gruppo per avere un fantastico cloudtrail.

Cloudtrail avanzato

Quando avrete preso la mano con questo passaggio della selezione del giusto gruppo di scatti, vi sarete però accorti che spesso nella sequenza di scatti che avete fatto ci sono due, o anche più, gruppi di foto che possono dare vita a un bel cloudtrail.

Ovviamente li avrete sfruttati tutti, ottenendo quindi 2 o più cloudtrail diversi, tutti estrapolati dalla medesima sequenza solo selezionandone parti differenti.

E vi sarete anche accorti che magari uno di essi è forte in una zona dell’immagine e l’altro è invece più incisivo in una diversa zona del cielo.

Siete entrati nella fase più avanzata di questa tecnica.

Essa prevede infatti di sfruttare – dove possibile, ovviamente – diversi gruppi di foto della sequenza per creare dei “parziali”, ciascuno forte in una area dell’immagine, e di fonderli poi in PS usando le selezioni manuali sfumate.