Come scegliere lo scatto remoto per la fotocamera

Benvenuti in questo tutorial dedicato a come scegliere lo scatto remoto per la vostra fotocamera.

Ma prima di entrare nell’argomento specifico della scelta… dobbiamo capire cosa sia uno scatto remoto.

scatto remoto

Che cos’è lo scatto remoto per fotocamere

La parola “remoto” già ci indica che serve a fare qualcosa “a distanza”. Il qualcosa ovviamente è la funzione di scatto.

Quindi si tratta di un dispositivo che serve a scattare la foto senza però dover toccare il pulsante di scatto che si trova sulla fotocamera.

Qualcuno si chiederà come mai abbiamo bisogno di fare click senza fare materialmente pressione sul pulsante.

La risposta è facile: perché toccare il pulsante di scatto della fotocamera con la pressione del dito necessaria a provocare il contatto trasferisce inevitabilmente questa pressione sul corpo macchina.

In sostanza esso provoca (o meglio, può provocare) due effetti secondari sulla fotocamera:

  • vibrazione (micromosso)
  • spostamento (disallineamento foto successive)

Naturalmente il problema si pone quando scattiamo con la macchina su cavalletto. Perché se lo scatto è fatto a mano libera il problema non sussiste, dato che il “movimento” naturale della mano è superiore a qualsiasi effetto provocato dalla pressione dello scatto.

Quindi associamo subito il concetto di “scatto remoto” all’uso del cavalletto: vanno sempre insieme.

Qualcuno si sta già chiedendo perché mai non si usi la funzione stabilizzatore (della lente o del corpo macchina che sia, a seconda del produttore e del modello) per eliminare le vibrazioni introdotte dallo scatto fatto con il pulsante della fotocamera.

La risposta è semplice.

Mai usare lo stabilizzatore con la fotocamera sul cavalletto.

Non entro nel dettaglio tecnico del “perché no”, ma basta dire che i sistemi di stabilizzazione si usano solo a mano libera. Usati su cavalletto ottengono l’effetto opposto: amplificano le vibrazioni.

Quindi esclusa a priori questa soluzione.

Ma in ogni caso, anche se eliminassimo il rischio vibrazione introdotto dall’aver premuto il pulsante sulla fotocamera per scattare… resterebbe il fatto che quella pressione – pur minima – può comunque spostare la fotocamera dalla sua posizione originaria.

Anche se lo spostamento fosse minimo, del decimo di millimetro, su due foto consecutive si vedrebbe: le foto non sarebbero perfettamente allineate e quindi sovrapponibili.

Ecco spiegato il motivo per cui, con fotocamera su cavalletto, serve per forza lo scatto remoto.

Autoscatto come alternativa allo scatto remoto?

Qualcuno come alternativa usa l’autoscatto.

Si, la funzione autoscatto permette di far trascorrere del tempo (alcuni secondi) tra la pressione del pulsante sulla fotocamera e l’effettivo momento del click.

Questa soluzione va bene se dovete fare singole foto, ossia immagini che non devono poi relazionarsi tra loro in fase di PP. Ma non va bene se state facendo serie di scatti o multiesposizioni.

Perché l’uso dell’autoscatto risolve solo uno dei due problemi, ossia il rischio micromosso derivato dalla vibrazione provocata dal vostro dito sul sistema corpo/lente. Non evita però la possibilità che, premendo il pulsante sulla fotocamera, essa si sposti rispetto alla posizione iniziale.

Sono molti quelli che hanno usato l’autoscatto per fare multiesposizioni da HDR o serie di scatti per una Via Lattea sicuri di non avere problemi, ma hanno poi scoperto – una volta seduti davanti al PC – di non avere una sequenza di scatti allineati.

Quando serve lo scatto remoto

La risposta è: sempre. Più precisamente tutte le volte che si scatta da cavalletto.

In realtà non sempre è necessario, anche da cavalletto, ma è una buona regola usarlo sempre.

Se siete su cavalletto ma il tempo di scatto è molto veloce e dovete fare solo singole immagini, allora potete anche scattare manualmente. Ma solo in quel caso.

Se invece state scattando con:

  • tempi lenti, anche per scatti singoli
  • serie di scatti
  • multiesposizioni

Lo scatto remoto è un must inevitabile per avere foto perfette.

Tipi di scatto remoto per fotocamera

Assodato che vi serve, ora dovete capire quale vi serve. Perché ne esistono vari modelli, ciascuno con pregi e difetti.

Dividiamo innanzitutto in due categorie i sistemi di scatto remoto:

  • fisici
  • virtuali

Quelli fisici sono oggetti materiali, veri e propri dispositivi di scatto da collegare fisicamente alla fotocamera attraverso uno specifico connettore.

Mentre quelli definiti virtuali sono delle app per smartphone che dialogano con il corpo macchina. Ovviamente, per poterli usare dovete avere un modello di fotocamera evoluto che abbia una funzione di connessione.

Lasciamo ora da parte quelli virtuali e fissiamo un concetto.

Lo scatto remoto di tipo fisico, ossia il dispositivo di cui si occupa questo tutorial, si collega alla fotocamera attraverso un apposita “presa”.

Ogni casa produttrice ha il suo standard di connettore; e addirittura alcune prevedono connettori diversi per modelli diversi, come ad esempio Canon.

Quindi, lo scatto remoto va preso specificamente per il modello di fotocamera che si usa. Di questo dovete essere sicuri al 100% al momento dell’acquisto, soprattutto se la vostra macchina non è delle più comuni.

Detto questo vediamo quali sono le tipologie di scatto remoto in commercio.

Scatto con cavetto

Si tratta del modello più comune di scatto remoto, composto da:

  • comando
  • cavetto
  • connettore

In questo modello tutti e tre gli elementi sono stabilmente collegati tra loro, come la spina del tostapane per capirci. Diciamo che formano un “pezzo unico”.

  • Pregi: essendo un pezzo unico è impossibile perdersi qualcosa.
  • Difetti: qualsiasi elemento si rompe, si getta. Inoltre, essendo il suo connettore specializzato per uno standard di brand/fotocamera, esso non può essere usato su modelli con standard di collegamento diversi.

Scatto + cavetto

Composto dai soliti tre elementi, come per il precedente, si differenzia perché il comando ha un jack di collegamento, nel quale si inserisce il cavetto che ha – dall’altro capo – il connettore per la fotocamera.

  • Pregi: se si rompe il comando o il connettore del cavetto, basta cambiare uno dei due pezzi, conservando l’altro. Inoltre, se avete fotocamere con standard diversi potete avere un singolo comando e cavetti con connettori diversi.
  • Difetti: più facile perdere uno dei due elementi. Inoltre, il jack sul comando è soggetto a rompersi internamente.

Scatto radio

Il modello più avanzato, composto da:

  • ricevitore
  • cavo di collegamento del ricevitore alla fotocamera
  • trasmettitore

Come avrete capito, questo modello si basa sulla trasmissione radio e può quindi essere usato a grande distanza, a differenza dei precedenti che, basati su cavetto, permettono di allontanarsi solo di poco dal cavalletto.

  • Pregi: può operare anche distanza di vari metri. Inoltre non ha l’impiccio del cavetto.
  • Difetti: richiede batterie, tanto per il trasmettitore che per il ricevitore.

Scatto remoto o intervallometro?

Intervallometro è una parola abbastanza astrusa, ma un fotografo la dovrebbe considerare familiare. Magari molti di voi la conoscono nella pratica, o addirittura la usano, ma non sanno il termine specifico.

Già il nome spiega che è qualcosa legato alla misura di intervalli. E infatti è un tipo avanzato di scatto remoto, dotato di computer interno, che serve a programmare e gestire serie di scatti in maniera del tutto automatica, ovviamente una volta programmato dal fotografo.

Forme e modelli sono del tutto simili a quelli sopra descritti, ma le funzioni sono diverse

Lo scatto remoto serve solo a fare click. Come il pulsante di scatto delle fotocamera esso ha due livelli di attivazione a seconda di quanto lo si preme: prima mette a fuoco, poi scatta.

L’intervallometro serve sia come scatto remoto, con classico pulsante, sia come programmatore di sequenze di scatti.

Scatto a raffica

Tutti i prodotti e modelli descritti, oltre a prevedere il singolo scatto (e la sequenza programmata nel caso dell’intervallometro), permettono anche di bloccare il pulsante di scatto in posizione “premuto”, per poter fare “raffiche” di scatti.

Per “raffica” si intende una successione ininterrotta di scatti. Cosa diversa da una sequenza, che è una successione di scatti intervallati da pause.

La raffica si può fare anche con tempi lunghi. Un esempio classico è lo startrail, nel quale serve effettuare sequenze di scatti continui ma con tempo molto lungo.

Senza scatto remoto diventa impossibile. Non è infatti pensabile di tenere il dito sul pulsante della fotocamera per 1 o 2 ore.

Quale scegliere

Dopo aver visto tutti i modelli disponibili, vediamo quale scegliere in base alle proprie esigenze.

Scatto con cavetto

Il modello più semplice e, generalmente, il più economico. Va bene per utenti generici che hanno esigenza di fare solo scatti singoli, raffiche o brevi sequenze di scatti.

Scatto + cavetto

Ideale per chi ha fotocamere diverse o fa uso intensivo, dato che un componente che si guasta (o si perde) può essere rimpiazzato senza dover cambiare tutto. Inoltre permette di avere con se elementi di ricambio per emergenze sul campo.

Scatto radio

Comodissimo per chi deve scattare stando a distanza dal cavalletto o in situazioni in cui è bene evitare l’ingombro del cavetto, che tende a intricarsi con oggetti e rami ad esempio.

Meno indicato per raffiche di scatti, perché l’uso prolungato consuma le batterie.

App

Perfetta per chi ha una fotocamera connessa. Ovviamente è soggetta al fatto che lo smartphone deve essere funzionante: in caso di batteria scarica… non si scatta. Tutte le app funzionano ovviamente come intervallometro.

Scatto remoto

Il dispositivo con sola funzione di scatto permette di fare singole immagini e raffiche. Ci si possono fare anche sequenze, ma ovviamente premendolo ogni volta che serve scattare.

Se invece dobbiamo fare sequenze con cadenza esatta, sappiate che diventa difficile gestire orologio e click insieme in maniera perfetta.

Lo si consiglia chi è ancora agli inizi e non si è ancora avventurato nelle tecniche che richiedono sequenze di scatti.

Intervallometro

Oltre alle funzioni dello scatto remoto visto poco sopra, consente di programmare ogni tipo di sequenza. Ideale quindi per timelapse, tempi lunghi simulati, etc.

Quale prodotto comprare

Se andate su Amazon troverete una infinità di prodotti sotto la voce “scatto remoto“ e ovviamente non saprete quale scegliere.

Considerate alcuni punti fermi:

Ogni casa produttrice di fotocamere vende ovviamente la sua linea di scatti remoti e intevallometri.

Prodotti generalmente di grande affidabilità e robustezza, ma di costo elevato, spesso elevatissimo per quello che offrono in termini materiali.

Al contrario, i produttori terzi offrono una gamma vastissima di scatti, ma la loro qualità è generalmente bassa, se non scadente. Sono di durata media, spesso soggetti a rotture.

Però il prezzo è decisamente inferiore a quelli delle case blasonate. Nella quasi totalità sono prodotti di origine cinese, anche se marchiati con nomi inglesi.

Scegliere

Il consiglio personale, dopo decenni di esperienza, è di capire bene cosa ci serve in termini pratici.

Oggettivamente l’intervallometro serve solo se fate sequenze cadenzate di scatti, ad esempio un timelapse.

Per:

  • scatti singoli
  • multiesposizioni (HDR)
  • serie di scatti per stacking (come ad esempio la Via Lattea)
  • startrail

va benissimo un semplice scatto remoto. Non serve l’intervallometro. Ma siccome un intervallometro di produttore terzo (non quello di marca) costa veramente poco, tanto vale che prendiate direttamente quello.

Come modello consiglio quello comando + cavetto. La roba cinese ha vita breve: il comando si rompe, i connettori del cavetto si rompono. Avere elementi separati vi permette di cambiare quello che si guasta senza buttare il resto, e di portare con voi i ricambi.

Il radio comando è invece riservato a chi ha davvero esigenza.

Infine, anche se decidete di usare l’app tenete sempre nella borsa uno scatto remoto classico.

Batterie

Scatto remoto semplice: non usa batterie

Intervallometro: usa batterie, di solito due AAA. Ma la modalità scatto remoto funziona senza batterie

Radio comando: usa batterie, sia nel ricevitore che nel trasmettitore. Di solito 2+2 AAA. Senza batterie non funziona nulla

App: essendo virtuale dipende solo dalla batteria dello smartphone