HDR con maschere di luminosità, fase creativa

HDR con maschere di luminosità, fase creativa

(aggiornato il 30 ottobre 2018)

Se siete giunti qui provenite quasi certamente dal primo tutorial di questa coppia dedicata alla tecnica HDR per le fotografie notturne. Avrete quindi scoperto come fare la serie di scatti e come fonderli tra loro in una sola immagine usando le maschere di luminosità e la funzione livelli di PS.

 

 

Praticamente sarete arrivati a questo punto.

Ora, prima di procedere, salvate la vostra immagine con il lavoro fatto fin qui usando un nome specifico, ad esempio io uso nomefile-layers-base.tif

In questo modo conservate il TIF multilivello originale che può sempre servire. Procedete poi lavorando su una ulteriore copia dell’immagine dove applicherete invece i passaggi creativi. In questo caso, sempre come esempio, io uso nomefile-layers-lavorata.tif

Iniziate ora la fase creativa

Si tratta di aprire in Camera RAW (in PS si fa con CRTL+SHIFT+A) tutte le foto di ciascuno dei livelli della vostra immagine (aprite le foto, non le maschere, fate attenzione) per applicare una modifica di un parametro.

Si possono anche applicare modifiche a più parametri, ma si deve fare per passaggi successivi, mai insieme, perchè dovete sempre verificare quali modifiche apporta all’immagine finale la modifica di ciascun parametro. Se ne modificate più di uno insieme non sapete poi quale di essi ha fatto “qualcosa” all’immagine.

NOTA – La modifica si applica identica a tutti i livelli, ma non a quello più basso, il più luminoso che usiamo come base. Quello va lasciato intatto.

Chiarezza

La modifica più interessante e che consiglio sempre di applicare è quella di portare la chiarezza della foto a +50.

Fatelo quindi su tutte le foto di tutti i livelli, tranne il più basso (quello base più luminoso). Noterete un bel cambiamento nell’immagine finale. Man mano che applicate questa modifica di Camera RAW alle immagini del livelli potrete seguire a vista quello che accade ed è questo il punto forte, anzi, fortissimo di questa procedura: il controllo totale, passo dopo passo, di quello che si fa. E soprattutto la possibilità di tornare indietro su qualsiasi azione in qualsiasi momento.

Ora aprite in Camera RAW il livello base, il più basso e più luminoso che aveta escluso dalla modifica precedente, e aumentate la chiarezza a +40. Verificate il risultato finale sulla vostra immagine. Se non vi soddisfa, riaprite il livello base in Camera RAW e aumentate di nuovo la chiarezza di qualche decina di punti. Fino a un totale di +50.

Sarete sorpresi dal cambiamento della vostra immagine!

NOTA – Naturalmente potete modificare altri parametri, ma fatelo sempre con lo stesso metodo: prima uguale su tutte le foto di tutti i livelli tranne il base, poi sul base separatamente e solo se lo ritenete necessario.

Desaturazione

Un ottimo metodo per desaturare la foto, dato che le notturne hanno sempre il problema della fortissima dominanza di colore delle luci artificiali, è quella di agire contemporaneamente su Vividezza e Saturazione.

  • vividezza + 70
  • saturazione -40

Altri parametri

Altri parametri interessanti su cui lavorare sono:

  • aumentare il contrasto
  • aumentare la saturazione (da sola, senza toccare la vividezza)
  • attivare la Riduzione foschia

Ma potete anche ridurre le luci e/o aprire le ombre.

Tutto dipende dall’analisi visiva della foto e dal vostro giudizio. Se avete dubbi… provate. Con questo metodo non solo no farete mai danni, ma imparerete tantissimo dall’esperienza.

NOTA Separate sempre la modifica (con valori uguali) su tutte le foto di tutti i livelli tranne il base e la modifica con valori diversi sulla foto del livello base.

NOTA Inoltre, applicate sempre ciascuna modifica separatamente, su tutti i livelli. Evitate di modificare più paramentri allo stesso tempo, perchè poi rischiate di non sapere cosa abbia provocato cosa. 

 

  1. L’immagine dopo la lavorazione per maschere e prima dell’intervento creativo.
  2. Chiarezza +50 su tutti i livelli tranne il base
  3. Chiarezza +40 sul livello base
  4. Contrasto +50 su tutti i livelli tranne il base
  5. Contrasto +40 sul livello base
  6. Saturazione +100 su tutti i livelli tranne il base

Una volta finito l’intervento creativo, che determina lo stile della vostra foto, salvate l’immagine TIF multilivello e poi salvatela di nuovo con un nome diverso per poterla poi rendere a livello unico. Io uso nomefile-layers-lavorata.tif per la multilivello e nomefile-flat.tif per quella a livello unico, che è in sostanza l’immagine definitiva.

Ci troveremo quindi con tre file tif:

  • nomefile-layers-base.tif (la multilivello prima dell’intervento creativo)
  • nomefile-layers-lavorata.tif (la multilivello dopo l’intervento creativo)
  • nomefile-flat.tif (immagine finale)

Sull’immagine finale potete ancora applicare modifiche e regolazioni in Camera RAW, ma anche, se necessario una riduzione rumore in Dfine di Nik, ad esempio. Salvate, esportate in JPG, mettete il vostro logo e postate!

Concludo ribadendo che questa non è Bibbia, non è una tecnica da applicare alla lettera, bensì un percorso mentale, un ragionamento che fissa il punto di partenza e di arrivo, e suggerisce passaggi per arrivarci.

 

La nostra foto finita

Riepilogo della procedura

Chiudiamo con un breve riepilogo dei punti essenziali di questo metodo.

Il metodo si basa su una serie di scatti successivi con esposizioni diverse.

Fissando ISO e diaframma, si varia il tempo.

Si espone per il migliore equilibrio tra luci e ombre creando un oscatto medio, ossia quello che potrebbe lo scatto giusto se doveste fare solo una unica foto, senza HDR. Il suo tempo di scatto si considera quello “zero”.

Poi si fanno almeno 2 scatti sovraesposti di +1 STOP ciascuno rispetto al medio (anche 3 o 4 volendo sperimentare) e almeno 4 scatti sottoesposti, sempre di -1 STOP ciascuno.

Si sviluppano i RAW regolando solo correzione obiettivo, rumore e abbassando un pochino le luci.

Si importano le foto come livelli di PS mettendo il livello più chiaro in basso e gli altri sopra a scalare fino al più scuro in cima.

Questo metodo infatti è a “recupero di luci”, ossia sostituisce le aree bruciate del livello sotto con quelle 1 stop più scure del livello sopra, e così via.

Una volta applicata la specifica maschera a ciascun livello (tranne quello più in basso, ossia il più chiaro, che resta intatto), potete attivare tutti i livelli per vedere come influiscono sull’immagine finale, che è quella che vedete.

Potete modificare le singole maschere, sia con la funzione livelli di luminosità di PS (CRTL + L) sia con il pennello a colore nero.

Una volta finito e ottenuta la foto che vi soddisfa salvate il file come TIF a livelli per sicurezza e procedete con la parte creativa di questo lavoro.

Essa consiste nell’applicare variazioni di parametri (mediante Camera RAW) a tutte le foto di tutti i livelli tranne il livello base e poi al livello base in un secondo passaggio. I parametri che danno maggiori soddisfazioni creative sono certamente la chiarezza, ma anche contrasto e saturazione.

Una volta finita la fase creativa unite i livelli e salvate la foto come TIF a livello unico con un nome diverso dall’altra. Io uso nomefile-flat. A questo punto aprite Camera RAW e rifinite la foto.