Intervista a Giuseppe Russo

Intervista a Giuseppe Russo

La fotografia secondo Giuseppe Russo

Quando e come ha scoperto la fotografia?

Nel lontano 1981, quando fui coraggiosamente eletto “fotografo di famiglia” dai miei genitori che nell’occasione mi regalarono una reflex entry level.

Ricordo ancora il momento dell’acquisto: il negoziante ci consigliava una Minolta SRT100 con 45mm f/2.0 ed io gli chiedevo: “è buona questa Minolta?”. La risposta? “Ma come, Minolta è Minolta”. E acquistammo così la Minolta SR100.

Ci racconti il suo primo approccio a quest’arte.

Fu un approccio importante ed abbastanza temerario: si trattava del servizio fotografico della prima comunione di mio cugino, tra l’altro in modalità interamente manuale, flash compreso.

Ricorda la sua prima foto?

Tra le prime foto ricordo un primo piano a mio nipote, una foto che piacque a molti ed io attribuivo il risultato all’espressione.

Successivamente compresi che l’elemento chiave era il bokeh, da me accidentalmente ottenuto grazie alla poca luce, che mi aveva costretto ad aprire al massimo il diaframma (montavo una tipica pellicola a 100 ISO).

Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?

La mia spinta è stata sempre la passione. Già a partire dalla pellicola praticavo la tecnica “osserva, sperimenta (sbaglia) e impara”, una tecnica a cui si aggiungeva un amico fotografo matrimonialista che mi faceva da mentore.

Lui amava lo scatto a luce ambiente, mi dava consigli ed io sperimentavo grazie alla mia modella, allora fidanzata e oggi mia moglie. Successivamente, con l’avvento del digitale il riferimento per il percorso di crescita in auto-apprendimento sono stati il web e le mostre fotografiche.

E quali le sue tappe più significative?

Alla fine degli anni 90 si concluse il mio rapporto con la pellicola, appesi al chiodo la gloriosa Minolta SR100, e mi affacciai alla nuova tecnologia con la SONY Digital MAVICA che salvava i JPEG su floppy disk da 3.5”. Ma non fu amore come per la pellicola, e così usavo la fotocamera solo per poche foto di famiglia.

Poi nel 2014, acquistando la NIKON D5100, mi ritrovai di nuovo nel mondo delle reflex, con tutti i vantaggi della nuova tecnologia che nel frattempo aveva fatto passi da gigante.

Esplose la passione, e con essa la voglia di recuperare il tempo perduto… così bruciai le tappe acquistando diverse ottiche, mi prese il fascino per il paesaggio notturno e la fotografia naturalistica, in particolare l’avifauna e la macro-fotografia.

La corsa continuò al punto che con la scusa della fotocamera tascabile, nel 2017 acquistai una mirror less, la Fuji X-T1 con il 27 mm pancake, una fotocamera dal look vintage proprio come la vecchia Minolta, e capace di far rinascere le vecchie ottiche della pellicola.

Così riesumai le ottiche Minolta e si aprì un altro capitolo, quello delle ottiche vintage su mirror less, ognuna con un suo carattere, luminose e in grado di offrire il bokeh come quello degli anni 70’. Mi cimento in qualche ritratto e soprattutto nelle macro ambientate dal “magico sfocato” .

Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?

Rispondo con una sintesi di una autobiografia:

…svegliarmi alle prime luci dell’alba, uscire ed assistere alla nascita di un nuovo giorno, osservare e fotografare i paesaggi con le loro spettacolari cromie…

…camminare nei prati all’alba, gustare il profumo dell’erba bagnata dalla rugiada, sentire la leggera brezza del vento sulla pelle……

…la possibilità di scrutare nel microscopico mondo della natura, ricco di bellezze e racchiuso anche solo in qualche metro di verde, cose che il vivere quotidiano ci fa spesso ignorare.

…. arrivare sui luoghi al buio, immersi nella natura e lontano dai centri abitati, ammirare il cielo stellato nel silenzio della notte… sono emozioni che valgono più delle foto che poi ci si porta a casa.

E in termini pratici?

Tanto relax e distensione. È per me una consuetudine svegliarmi prima del sorgere del sole, uscire e fotografare la natura per poi andare al lavoro, un senso di pace e tranquillità che non ha prezzo e che poi mi porto appresso durante la giornata. La chiamo Natura Therapy.

Fotografa anche per lavoro o solo per diletto?

Solo per diletto.


2016, NIKON D5100 con Tamron 90mm f/2.8 Macro VC USD 

Maestri e grandi fotografi

C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua crescita?

No.

Ha avuto un vero e proprio “maestro”?

E’ stato fondamentale un amico e collega di lavoro, molto esperto, che negli ultimi anni mi ha fatto notare i miei tanti difetti acquisiti da auto-didatta, in particolare nell’inquadratura, e spesso con oggetti estranei al tema.

Gli scatti di Giuseppe Russo

Cosa le piace fotografare?

La natura.

Qual è il suo soggetto preferito?

Le farfalle all’alba in controluce, una trasparenza dai magici colori.

E il genere?

Amo la fotografia naturalistica a partire dal mondo microscopico a quello del cielo stellato, ma amo anche il paesaggio notturno.

Ci racconti il suo concetto di inquadratura.

Nasce dall’intenzione che c’è dietro alla foto, in quello che stiamo pensando possa essere il suo titolo ed in termini pratici si traduce nel capire “cosa c’è dentro e cosa c’è fuori” dal fotogramma, la prospettiva e soprattutto la luce.

Paragono la mia esperienza di auto-didatta a quella avuta con la musica. A un certo punto si incomincia spontaneamente a sentire la scena, a saperla interpretare, a muoversi spontaneamente seguendo la luce, proprio come accade con la musica nel momento in cui la mano inizia a muoversi su una tastiera intonando una melodia.

Che tipo di luci preferisce?

Quanto alle luci, poi, proferisco senza alcun dubbio le luci naturali, con un’impostazione della fotocamera tale da catturare anche la luce ambiente nel caso di utilizzo del flash.

Quante volte al mese esce per fotografare?

Almeno una decina di volte.

Preferisce uscire da solo o in gruppo?

Sono tipicamente solitario di buon mattino, e felicemente accompagnato da mia moglie la sera.

I luoghi che preferisce fotografare?

Quelli naturali e con vedute non contaminate dalla mano dell’uomo, ma anche il paesaggio urbano notturno.

Quali sono i luoghi che sogna di andare a fotografare?

I luoghi del Wildlife.

Usa il bianco/nero con il digitale? Se sì, ci parli di questa tecnica e di come la interpreta.

Raramente. Sono troppo legato al colore e non ho ancora un livello di maturità per il bianco/nero.

2017, NIKON D5100 con Tokina 11-16mm. HDR da multi esposizione processing (3 scatti)

La post-produzione

La sua opinione sulla post-produzione: Quali sono, secondo lei, i limiti etici alla post-produzione?

I limiti etici nella fotografia si pongono già a partire dalla fase di scatto, e spesso sono completamente sottovalutati, come nel caso della fotografia naturalistica sull’invasione degli habitat etc. etc…

Per quanto concerne la post-produzione, il limite etico dipende dal genere, e se vale “zero manipolazione” nel caso di un reportage finalizzato alla cronaca, può invece essere l’elemento chiave del nostro lavoro nel caso di finalità pubblicitarie e artistiche, fermo restando ovviamente, il rispetto dei soggetti.

E’ lecito intervenire in maniera decisa ed evidente per migliorare luci e toni di una foto?

E’ spesso necessario per il recupero della gamma dinamica del sensore, purtroppo ad oggi ancora lontana da quella del nostro occhio.

Che software usa per la post-produzione?

Nell’80% dei casi mi è sufficiente il solo Adobe Camera Raw (ACR), per il resto continuo in Photoshop.

Che tipo di interventi fa di solito?

Prevalentemente quelli del pannello base di ACR, qualche volta quelli del pannello nitidezza.

Utilizza tecniche speciali come HDR?

Qualche anno fa era per me un’abitudine fare tre scatti in bracketing (spesso inutilmente) e ricomporre poi in post-produzione con la tecnica dell’HDR.

Oggi uso la multi-esposizione solo in presenza di un forte contrasto, e poi ricompongo mediante blending manuale in fase di post.

Uso l’HDR solo in pochi casi poiché lo ritengo un genere a sé stante, un genere fatto per conferire alla foto una sua personalità, mentre può essere invece molto deleterio se si tratta di migliorare una foto mediocre o addirittura scadente.

2017, Fuji X-T1 con Meyer Gorlitz Oreston 50mm f/1.8 @f/1.8

RAW, JPG e TIF

In che formato scatta di solito?

Utilizzo il formato RAW.

Se scatta in RAW, che software usa per gestire i file?

Adobe Camera Raw

Ha mai provato con LightRoom? Se sì, cosa ne pensa?

Si, solo in un paio di occasioni, poi ho lasciato perdere perché contrariato dalla sua gestione di default degli archivi, che preferisco gestire con le mie regole.

Informazione

Legge riviste di fotografia?

Di rado acquisto riviste cartacee.

Consulta siti web di fotografia? Ne consulta alcuni in maniera abituale, considerandoli un punto di riferimento?

Consulto moltissimo il web, in particolare un punto di riferimento abituale è JuzaPhoto.

Partecipa a workshop o seminari?

Poco

E fa parte di una associazione del settore?

Faccio parte dell’AFNI (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani). Saltuariamente partecipo a qualche seminario o workshop e raramente a fiere e saloni di fotografia.

Va a fiere e saloni di fotografia?

Molto di rado

Fa parte di gruppi social di fotografia? Se si quali?

Partecipo con piacere a Fotografia Insieme e Photographing for pleasure su Facebook

Cosa ne pensa? Li considera utili per crescere?

Li considero utili per crescere, a patto che siano strutturati con il tutoring e i dibattiti, altrimenti servono solo come vetrina per le foto.

2017, Fuji X-T1 con Meyer Gorlitz Oreston 50mm f/1.8 @f/1.8

Mostre di fotografia

Visita mostre di fotografia?

Poco

Qual è stata l’ultima visitata?

Wild Nature a maggio 2019 presso l’Orto Botanico di Napoli

Ha realizzato sue mostre fotografiche? Se sì, dove e quando?

  • Luci e Colori della Natura, mostra personale a settembre 2017, Volla (NA)
  • I tesori della natura in Campania, mostra dell’AFNI, feb. 2018 Castel dell’Ovo (NA)
  • La Natura in Campania, mostra dell’AFNI, maggio 2018 Orto Botanico di Napoli

Ci racconti la più emozionante tra queste esperienze.

La mostra personale, anche perché la prima e nel paese in cui vivo.

Le attrezzature di Giuseppe Russo

Attualmente, quali fotocamere usa?

NIKON D5100 e Fuji X-T1

E quali obiettivi?

Per Nikon:

  • Tokina AT-X Pro 11-16mm f/2.8 DXII(*)
  • Tamron SP 17-50mm f/2. XR Di II LD(*)
  • Tamron SP 70-300mm f/4-5.6 Di VC USD
  • Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD
  • Tamron 90mm f/2.8 Macro VC USD (*)

Per Fuji-XT1

  • Samyang 12mm f/2.0 NCS CS(*)
  • Fujinon XF 27mm f/2.8
  • Fujinon XF 18-55mm f2.8-4R LM OIS(*)
  • Ottiche Vintage tra cui Minolta, Helios, ZEISS, Meyer, Vivitar

L’obiettivo che usa più spesso?

Quelli indicati con (*)

Quali flash, se li usa?

NISSIN Di866 Mark II

Qual è stata la sua prima macchina?

Minolta SRT100 a pellicola, 1981

Come si è evoluta nel tempo la sua attrezzatura?

Partendo dalla pellicola agli inizi degli anni ’80 ho seguito l’evoluzione tecnologica, ma solo negli ultimi anni in maniera più continua.

Ha mai fatto un cambio integrale di marca? Se sì, perché?

No, solo affiancamento della mirror less alla reflex perché ritengo ancora insostituibile la reflex.

Dove acquista di solito le attrezzature? Fa spese online?

Ad eccezione della Fuji X-T1 ho acquistato tutto online

Nostalgia della pellicola

Mai lavorato in pellicola?

Si

Interessato a riprovare?

No. Per il momento non me la sento ancora di tornare alla pellicola tradizionale e mi accontento della sua simulazione, ad esempio con il sistema Fuji.

1982

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