Intervista a Stefano Vichi

Intervista a Stefano Vichi

Stefano Vichi

La fotografia secondo Stefano Vichi

Quando e come ha scoperto la fotografia?

La mia prima fotocamera è stata una Yashica FX 2000 regalatami da mio cognato 35 anni fa. E’ stato un ritorno alla fotografia dopo un lungo periodo come quando si ritrova un amico, poiché sin da piccolo, anche se non possedevo una fotocamera ho imparato le fondamenta della fotografia.

Ci racconti il suo primo approccio a quest’arte

Il primo approccio è stato alla scuola elementare durante le classi 3, 4 e 5. Strano vero? Era una scuola elementare sperimentale a tempo pieno e tra le materie includeva un corso di fotografia. Naturalmente la fase che piaceva di più a tutti, me compreso, era quello dello sviluppo in camera oscura.

Ricorda la sua prima foto?

Devo essere sincero … ma non la ricordo.

Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?

Come dicevo, la scuola è stata propedeutica, poi dall’84 al 2006 ho “giocato” con la Yashica senza alcuna pretesa se non quella di fermare i ricordi delle vacanze o delle riunioni tra familiari ed amici. Nel 2006 arriva la mia prima digitale, una Nikon D40 con la quale ho continuato a fare foto ricordo.

Poi con la successiva Nikon, una D7000, inizio ad appassionarmi alle foto di centri storici, ma sempre senza un tecnica precisa e scattando sempre in jpeg, e qui i fotografi rabbrividiscono :) .

In questo periodo ho iniziato a studiare un pò la composizione, le caratteristiche dell’attrezzatura che avevo e come tirane fuori il meglio. Ma sempre da autodidatta, senza confrontarmi con alcuno.

E quali le sue tappe più significative?

Di certo la tappa più significativa è stata quella quando ho preso contatto con due gruppi fotografici su Facebook nei quali ci sono fotografi eccelsi, con i quali tutt’ora sono in contatto.

Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?

Per me la foto è condivisione e, a volte, finito lo sviluppo rimango a guardare la foto per analizzarla e, mentre valuto quanto sia riuscito a renderla vicino a come me l’ero immaginata, rivivo a ritroso il tempo e riassaporo le sensazioni che ho provato nel momento in cui ho “catturato” quelle immagini, sia che fossi stato solo o in compagnia di amici.

E in termini pratici?

Meno coinvolgente, in termini pratici c’è la soddisfazione di riuscire ad affinare la mia tecnica sia nella fase di scatto nell’utilizzo della fotocamera, che in post produzione.

Fotografa anche per lavoro o solo per diletto?

Solo per diletto.

Stefano Vichi

Maestri e grandi fotografi

C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua crescita?

Indubbiamente qualcuno di specifico c’è, anche se alla mia crescita hanno concorso i buoni consigli di tutti i miei amici fotografi.

Ha avuto un vero e proprio “maestro”?

Restringendo il cerchio ci sono a tutt’oggi due amici “maestri” che sono tali in maniera più determinante.

Gli scatti di Stefano Vichi

Cosa le piace fotografare?

Paesaggio

Qual è il suo soggetto preferito?

Il cityscape.

E il genere?

Da quando uno dei mie due “maestri” me le ha fatte scoprire il mio genere preferito sono le notturne, ma mi piacciono anche albe e tramonti.

Ci racconti il suo concetto di inquadratura:

In linea generale cerco di osservare le linee guida generali della fotografia, come la regola dei terzi o la regola delle diagonali per citarne due, ma non disdegno che l’occhio colga liberamente l’emozione del momento, in queste occasioni magari la foto non rispetta tutti i canoni, ma se a me piace non importa, scatto ugualmente.

Che tipo di luci preferisce?

Naturalmente mi piacciono molto le luci artificiali delle città in notturna ma anche le luci dell’alba e del tramonto e quelle morbide che precedono l’alba e che seguono il tramonto.

Quante volte al mese esce per fotografare?

Un paio circa.

Preferisce uscire da solo o in gruppo?

Se posso in gruppo, ma non troppo numeroso. Se non sono in gruppo esco spesso con mia moglie.

Anche da solo, ma raramente.

Quando aderisco alle iniziative dei gruppi fotografici, durante i quali siamo stati anche una quarantina, naturalmente cerco di portare a casa qualche bella foto, ma stare in compagnia con chi ha la mia passione e scambiare le proprie esperienze ha la priorità.

I luoghi che preferisce fotografare?

Città, preferibilmente quelle storiche, con vecchi borghi e monumenti.

Quelli che sogna di andare a fotografare?

Le grandi città storiche con monumenti e scorci suggestivi.

Usa il bianco/nero con il digitale? Se sì, ci parli di questa tecnica e di come la interpreta.

Il bianco e nero non l’ho mai studiato, ma è nei miei programmi.

Stefano Vichi

Stefano Vichi e la post-produzione

La sua opinione sulla post-produzione:

Necessaria ed imprescindibile, ma deve essere equilibrata e realistica.

Non posso pensare di esprimere il mio “pensiero” su un soggetto, il paesaggio nel mio caso, e lasciare ad altri l’incarico di “interpretare” lo scatto.

Molti pensano che scattare in RAW e fare la post sia alterare la realtà, mentre scattare in jpeg sia rappresentare la realtà.

Niente di piu falso. I

l jpeg è la realtà come è stata sviluppata dal programmatore della fotocamera con cui scattiamo, il RAW post prodotto da me rappresenta la mia realtà. Diversa, forse, ma “mia”.

Quali sono, secondo lei, i limiti etici alla post-produzione?

Per la paesaggistica è la coerenza con la realtà possibile. Quando dico “possibile” intendo dire che ritengo che anche dei fotomontaggi, se nella realtà sono “possibili”, hanno una loro ragione di essere

E’ lecito intervenire in maniera decisa ed evidente per migliorare luci e toni di una foto?

Sicuramente, purché l’immagine non risulti innaturale.

Che software usa per la post-produzione?

Camera Raw, Lightroom e Photoshop

Che tipo di interventi fa di solito?

Sviluppo la foto dal bilanciamento del bianco, regolo il contrasto, recupero delle luci ed ombre, regolo la saturazione e la nitidezza.

Utilizza tecniche speciali come HDR?

Si, nelle notturne è d’obbligo per un lavoro certosino sulle luci. Abbino anche le maschere di luminanza quando lo ritengo necessario.

Stefano Vichi

RAW, JPG e TIF

In che formato scatta di solito?

Il formato è NEF, che è il RAW di Nikon.

Se scatta in RAW, che software usa per gestire i file?

Camera Raw e Lightroom

Ha mai provato con LightRoom? Se sì, cosa ne pensa?

Si, per alcuni tipi sviluppi trovo Lightroom più pratico di Camera Raw, per esempio per l’esportazione automatica di centinaia di file sviluppati in parallelo.

Stefano Vichi

Informazione

Legge riviste di fotografia?

Si

Consulta siti web di fotografia?

Si

Ne consulta alcuni in maniera abituale, considerandoli un punto di riferimento?

Si, uno, quello di Giovanni Lattanzi, ma non facciamolo sapere a troppi.

Partecipa a workshop o seminari?

Si, ho partecipato ad un workshop di post produzione su Photoshop.

E fa parte di una associazione del settore?

No

Va a fiere e saloni di fotografia?

Non ne ho visitata nessuna.

Cosa ne pensa dei saloni, li trova utili?

Penso di si, perché comunque ci sono professionisti del settore da cui attingere esperienze

Fa parte di gruppi social di fotografia? Se si quali?

Si su diversi gruppi di Facebook

Cosa ne pensa? Li considera utili per crescere?

Assolutamente si. In questi gruppi, se si è disposti a farsi consigliare, si può imparare molto.

Mostre di fotografia

Visita mostre di fotografia?

Solo alcune della zona, ma mai di nomi internazionali.

Le attrezzature di Stefano Vichi

Attualmente, quali fotocamere usa?

Uso una Nikon D750 ed una Nikon D5500.

E quali obiettivi?

  • Un 18-105 per a D5500

e sulla D750

  • Samyang 14 mm
  • Nikon 24-120 f/4
  • Nikon 70-300
  • Tamron 90 mm Macro

L’obiettivo che usa più spesso?

Il Nikon 24-120

Quali flash, se li usa?

Un cobra Mk910, che a dir la verità uso poco; mi è capitato di usarlo al matrimonio di un mio amico e ad un paio di cene tra amici.

Qual è stata la sua prima macchina?

Una analogica Yashica FX2000

Come si è evoluta nel tempo la sua attrezzatura?

Dopo la Yashica, ho avuto la Nikon D40 e la D7000,

Attualmente una D750 e D5500, conservo la Yashica nel cassetto.

Ha mai fatto un cambio integrale di marca? Se sì, perché?

Solo quando sono passato da analogica a digitale.

Dove acquista di solito le attrezzature? Fa spese online?

Per gli acquisti importanti ho un negozio online che ha il magazzino proprio nella mia città. Così coniugo il risparmio con la sicurezza del rapporto con il fornitore.

La nostalgia della pellicola

Mai lavorato in pellicola?

Si, con la prima reflex.

Info di contatto

  • Nome: Stefano
  • Cognome: Vichi
  • Email: stefano.vichi@live.com
  • FB profilo: Stefano Vichi