Tagli e inquadrature del ritratto

Tagli e inquadrature del ritratto

Si, perché, a meno di non voler inquadrare l’intera figura umana da testa a piedi, il ritratto deve necessariamente effettuare una scelta e “tagliare” a una certa altezza. Dando per scontato che nell’inquadratura di un ritratto vada inclusa la testa del soggetto, resta da decidere fino a dove essa debba estendersi verso il basso.

Tagli e inquadrature del ritratto

Le inquadrature del ritratto

Se inquadriamo l’intera figura, cosa da non escludere, essendo il corpo umano sottile e allungato, avremo come conseguenza che il viso diventa assai piccolo in proporzione e quindi i lineamenti poco visibili. Soprattutto su una stampa 10*15 o una visualizzazione su schermo di ridotte dimensioni, ad esempio uno smartphone, sarà quasi impossibile distinguere bene il volto della persona.

Ecco quindi che siamo costretti a “tagliar via” il resto del corpo dall’inquadratura per consentire al viso di assumere proporzioni maggiori e risultare meglio visibile.

Il termine tagliare fa pensare a qualcosa di truculento, ma è solamente una forma del gergo professionale. In realtà, come avrete ben capito, vuol dire semplicemente escludere la parte inferiore del corpo del soggetto dall’inquadratura.

Parliamo ovviamente di soggetto in piedi o seduto, e non sdraiato, nel qual caso il discorso è leggermente diverso, dato che il “taglio” non viene più effettuato dall’alto verso il basso, ma lateralmente, dalla testa verso i piedi.

Tagli del ritratto

A differenza di quel che pensano i profani e i principianti, il “taglio” per le inquadrature del ritratto non viene effettuato in maniera casuale, ossia interrompendo la figura umana dove si vuole, ma seguendo determinate regole, canonizzate nel corso del tempo secondo stili e modi di vedere. Vi sono infatti “tagli” ben definiti per le inquadrature del ritratto che prendono anche nomi specifici; alcuni sono addirittura divenuti celebri grazie al cinema ed entrati nel comune parlare anche per altri ambiti, come il “primo piano” o il “piano americano”.

Vediamo ora nel dettaglio questi “tagli” per le inquadrature del ritratto.

Primissimo piano

primissimo piano

Questo taglio per inquadrature del ritratto si ottiene quando il volto occupa tutto il fotogramma e non si hanno altri elementi del corpo che entrano a far parte dell’immagine. Quando lo si sceglie va posta la massima attenzione ai difetti del volto e alle possibili ombre che vi si formano; richiede di solito un trucco specifico del soggetto e/o una post produzione per eliminare i difetti della pelle. Purtroppo rende visibile ogni minimo elemento caratteristico del viso, come peluria, nei, rughe, macchie. Si consiglia di utilizzare un flash a luce non diretta per l’illuminazione, e poi di ricorrere a filtri diffusori oppure alla classica calza di nylon sull’obiettivo per ammorbidire la ripresa; in alternativa una sfocatura controllata in fase di post produzione.

Primo piano

Primo piano

In questo caso l’inquadratura è simile alla precedente ma si allarga e arriva fino all’altezza delle clavicole; l’importante è avere l’accortezza di bilanciare bene gli spazi che si trovano sopra e sotto il viso del soggetto, quindi rendere uguali la fascia dalla testa in su e quella dal mento in giù. In questo tipo di taglio per inquadrature del ritratto è determinante trovare il punto di attenzione su cui andrà a cadere lo sguardo del lettore; può essere lo sguardo del soggetto, un dettaglio del viso o altro elemento capace di captare l’attenzione.

Mezzo primo piano

Mezzo primo piano
Un mezzo primo piano sbagliato, perchè tronca le braccia in maniera innaturale.

Mezzo primo piano
Un mezzo primo piano corretto, in verticale

Ulteriore ampliamento del campo dei tagli precedenti per inquadrature del ritratto in cui la figura del soggetto è inserita includendo anche la metà superiore del torace. In questa scelta è fondamentale curare al massimo la posizione delle braccia, perché entrano a far parte della composizione dell’inquadratura in modo davvero determinante. L’errore peggiore che si possa fare è quello di avere il soggetto con le braccia poste in maniera innaturale, in posizioni impossibili oppure penzolanti verso il basso.

Piano americano

Piano americano

Qui l’inquadratura scende verso il basso e arriva più o meno alle ginocchia del soggetto; solitamente il “piano americano” viene impiegato in maniera diffusa nel cinema e segue comunque le regole generali della composizione nel ritratto. In questo tipo di taglio, molto più ampio dei precedenti, entra in gioco lo sfondo, che diventa un elemento rilevante dell’inquadratura; sta al fotografo decidere se renderlo parte attiva della scena (ritratto ambientato) oppure usarlo solo come sfondo indefinito sfocandolo. In ogni caso non è detto che debba essere un elemento determinante in questa variante delle inquadrature del ritratto.

Figura intera

figura-intera

Come dice anche il nome, il soggetto è ritratto nella sua interezza, dalla testa fino ai piedi (che non vanno mai tagliati come fanno alcuni principianti). Anche in questo taglio lo sfondo è rilevante ed è necessario operare una scelta: tenerlo a fuoco per avere un ritratto ambientato oppure sfocarlo per concentrarsi sulla figura umana. Con il taglio a “figura intera” il soggetto non dovrebbe mai essere troppo “stretto” nei margini dell’inquadratura, ma avere sempre una fascia di respiro tutt’attorno.

Campo medio

campo-medio

Questa è una variante abbastanza particolare che prevede il soggetto ripreso nell’ambiente in cui si trova e viene chiamato a interpretare. Generalmente la si sceglie quando il rapporto tra soggetto e ambiente è molto forte o ha una sua logica. Qui, a differenza dei due tagli precedenti che pur prevedevano una presenza dello sfondo, esso deve essere necessariamente bene a fuoco al pari del soggetto.

1 commento

  • Il piano americano e’ 10/15 cm sotto il cavallo ls foto che lo rappresrnta non e’ usata ne’ al cinema tantomeno in foto

    Paolo

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